martedì 12 marzo 2013

Il maggiore e il minore....

Da un idea di Berry del bellissimo blog : Mirtillo e Lampone


Ho imparato 


Ho imparato a farmi la french alle unghie in tre minuti
e a scrivere al pc senza guardare la tastiera.
Ho imparato a scrivere con la mano destra ( e son nata mancina) e a farmi le sopracciglia.
Ho imparato ad accorciare i link prima di metterli su twitter
e a pulire i vetri senza lasciare gli aloni.
Ho imparato a fare gli accenti sulle maiuscole
e a non mangiucchiare i tappini delle penne Bic. 
Ho imparato a camminare agile sui tacchi 12 e
a lasciare i messaggi nelle segreterie telefoniche.
Ho imparato ad ascoltare gli altri
e ad essere un pò meno acida.
Ho imparato a mangiare il gorgonzola
e a bere due litri di acqua al giorno.
Ho imparato a non credere di avere sempre ragione
e a mantenere toni di voce umani .
Ho imparato a non piangere quando guardo le vecchie foto , come questa sotto ,

http://signorinasilviettahouse.blogspot.it

a telefonare a mia nonna almeno una volta ogni 15 giorni.
Ho imparato ad accettarmi come sono , 
ma a mettermi sempre in discussione .
Ho imparato che quello che sono ,
dipende quasi sempre da mie scelte e dunque, ho imparato a non incolpare più gli altri.
Ho imparato a cucinare ,a fare la lavatrice ad essere un pò meno egocentrica.
Ho imparato a guardare il prezzo dei prodotti al supermercato e a comprare quello che costa meno.
Ho imparato a fare la lavatrice e a stirare una camicia.
Ho imparato a risparmiare ogni mese qualcosa 
e non spendere tutto lo stipendio in scarpe e borse.
Ho imparato a non illudermi troppo e a vedere comunque il bicchiere sempre mezzo pieno.
Ho imparato a prendere il buono con il cattivo dalle persone.
Ho imparato a fare le meringhe , le caramelle Mou la schiacciata alla fiorentina e lo strudel di mele.
Ho imparato a fumare una quantità di sigarette non da camionista e a bere quantità di alcol nei limiti di legge ( :-D) .
Ho imparato , quello da tanti anni ormai, a stare bene da sola, a bastarmi ,
ad apprezzare i momenti solo miei e a leccarmi le mie ferite.
Ho imparato a dividere la mia voglia di indipendenza e di farcela da sola con lui...
Ho imparato , a volte , ad appoggiarmi a lui .
Ho imparato a contare fino a 5 ( ancora a dieci non ci sono arrivata ) prima di parlare o di arrabbiarmi.
Ho imparato ad esprimere sempre una mia opinione , anche su quello che non conosco.
Sopratutto su quello che non conosco.
Ho imparato a giocare a scala 40 ,
a camminare in montagna per ore ,a fare il check in online.
Ho imparato le tabelline ( tranne quella del sette) , a fare una proporzione e dopo anni , 
ho imparato a non confondere il simbolo del maggiore da quello del minore . 

Ho imparato a guardare con il sorriso al passato, 
anche a quei momenti che rimpiango tanto .
 
Sto imparando a guardare con fiducia al futuro. 
E non è sempre facile....




E voi? 
Cosa avete imparato?


Sempre vostra , e sempre con la voglia di imparare...


S.  

giovedì 7 marzo 2013

talvolta inciampo (2)



Ve l’ho detto che sono caduta dalle scale?



"Non fate tanto gli spiritosi 
e non dite “ DI NUOVO!” con quel ghigno ironico…"

"Mica è una cosa carina inciampare e ferirsi continuamente!"

"Non è bello che ridiate delle mie disgrazie!"


Tanto più che stavo ancora leccandomi le ferite procurate da Ernesto ( vedi qui ) 
e medicavo con cura le bruciature del forno...
quindi una caduta dalle scale non mi ci voleva.



Com’è andata?

Più o meno come sempre…

Cambio casa ma il mio modo di esercitare il mio diritto alla caduta è sempre lo stesso 


Solo che , 
curiosamente lunedì è accaduto la mattina ( io amo cadere al calar del sole... ) 

Lunedì mattina.


Per dare subito la giusta impronta alla settimana.


Ho ruzzolato ( e qui il riferimento a RUZZLE è palese!) gli ultimi 6 gradini con gomiti
spalle e una parte del mio corpo , situata posteriormente che per comodità chiamerò “schiena” .

Ho iniziato un lamento simil silenzioso che ha fatto accorrere il santo .

E’ arrivato ,
ha raccolto ciò che rimaneva di me, 
riassemblato i pezzi di gambe e braccia che si erano staccate dal mio corto e ha guardato con la faccia di chi sa i miei calzini. 


“Senti, questi sono i calzini con cui dormi?”

“Si….. “

“Quelli senza la gomma sotto… 
quelli morbidosi senza nessun ancoraggio al suolo..”

“Si…”

“Avevi dato di nuovo la cera sugli scalini ?”

“Si….

“Tu devi smetterla di essere così temeraria 
e sprezzante del pericolo…...”



Alla fine me la son cavata con dolori multipli a spalle , gomiti e “ schiena” .

Poteva andarmi peggio lo so.



Ora aspetto solo di rimanere impigliata 
nel nuovo, signorinasilviettahouse.blogspot.itpiccolo Cactus 
che m’ha regalato il suocero.


So già che accadrà quando indosserò una qualche maglia di seta , 
cara come la morte .

Già vedo la scena nella mia testa e la maglia con un filo tirato e quindi non più indossabile.

In attesa di impigliarmi con una maglia , 
spendero il mio tempo ferendomi con le spine. 
No, non mi porto sfiga. 
Mi conosco.



Restate sintonizzati.

Le mie ferite continuano …





E voi?

Cari i miei adorabili masochisti?

Con cosa amate ferirvi nel quotidiano?  

Orsù...
raccontatemi , raccontatemi....

Sempre vostra, con lividi sparsi...

S.   

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