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mercoledì 7 marzo 2018

Io non sono razzista...MA..

Eccolo qua,
è quel MA che ci ha fregato cari miei.

Quel ma che non ci fa vedere come stanno le cose e ci fa incazzare per le cose sbagliate .
Quel ma che alimenta il nostro odio verso i più deboli e ci frega.

Quel MA se non l'avete capito , non ci fa vedere la verità e ci fa continuare a sbagliare . 

Liberi di pensarla come volte, ma io di verità ne vedo un altra, io vedo altri " senegalesi" e altri "immigrati" che a me , non rubano proprio nulla , anzi , il mio amico aglio mi regala ogni sabato l'illusione di essere una persona generosa e buona . Lui viene dal Bangladesh, chissà se viene odiato meno per questo. 

Aiuto tanti altri ragazzi senegalesi, ogni volta che posso , aiuto i senzatetto fiorentini e non e do offerte ai canili...

perché? 
Perché sono una santa? Una scema illusa che si mette  in ordine la coscienza dando un paio di euro a questo o quello? 
No cari miei. 
Lo faccio perché se posso dare una mano a chi ha bisogno e sta peggio di me , ben venga farlo. 
lo faccio perché non considererò mai il nemico chi ha meno di me ,non lo odierò mai perché viene a “ rubarmi un lavoro “  , lavoro che peraltro noi  , non faremmo nemmeno sotto tortura .

Potete postare tutti i video che volete e urlare il vostro odio a suon di : 
“ io non sono razzista MA...” è con quel ma che vi siete fregati,
è quel Ma che ci sta fregando tutti , non l’immigrato .

Quel MA è pieno di Razzismo anche se voi " NON SIETE RAZZISTI" , quel Ma è pieno di un odio che vi annebbia il cervello e non vi fa vedere la verità .

il nemico non è e non sarà mai l’immigrato che viene qui a fare una vita da schifo , se ne siete convinti , ben per voi , di questo a me non mi convincerete mai.

Postatene pure cento di video cari amici miei... 

La comunità senegalese ha sbagliato a fare quel casino in via Calzaiuoli . 
E su questo non ci sono dubbi.
Ha chiesto scusa e fatto una colletta per riparare i danni creati.
Mi chiedo se dopo un concerto o dopo una partita qualche tifoso abbia mai rimborsato qualche motorino spaccato o qualche cassonetto bruciato. 
Ma non ci voglio ricamare troppo sopra . Hanno sbagliato .  

MA ( e questo invece è un Ma che serve) hanno chiesto scusa e risarciranno quanto danneggiato. 

Signori della corte , per me può bastare.  

La storia dovrebbe insegnarci qualcosa ,
e purtroppo noi ,non abbiamo davvero imparato nulla. 


In conclusione...

la Firenze che non vede da qui a li , oggi piange straziata 
“ due fioriere” in via calzaiuoli .  
La comunità senegalese piange un compagno morto .

a voi trarre le conclusioni.



Sempre vostra, 
senza MA . 

S.  

mercoledì 21 febbraio 2018

La pantera ....

La pantera era stata catturata 

ed  io, come lei  , non riuscivo a togliermi dalla mente le sensazioni dell'ultimo mese .




                                                                  Immagine presa da QUI 

In quei giorni  avevo respirato un senso di libertà mai provato prima , 
non le conoscevo quelle sensazioni e non le realizzavo appieno . 
E anche quella lotta , non è che la capissi granchè , non capivo ne la lotta , ne i motivi della lotta. 

Non sapevo nemmeno per cosa lottavamo, ma lottavo tanto .

Ero certa che i motivi per cui lottavo fossero giusti e di fondamentale importanza per il mio e per il nostro futuro.

Erano così giusti che adesso nemmeno li ricordo.

Ma mi ricordo bene che mio padre storceva la bocca e ci accusava di voler emulare il 68.
E aveva ragione , perché io avrei davvero voluto vivere in quegli anni , e anche questo mio desiderio , come tutti quelli che riempivano le mie giornate di quindicenne  ,  era del tutto privo di logica e di fondamenti . 
Che per me il 68 voleva dire Jeans a campana , scarpe con la zeppa e capelli lunghi e lisci sugli occhi .

Quello che so , è che quell'assurdo mese  vissuto in liberà insieme alla Pantera , mi dava l’assoluta certezza che stavo facendo qualcosa di grande , qualcosa che un giorno sarebbe stato ricordato dai miei figli .
E fa sorridere pensarci stasera , a 25 anni di distanza  . 
Fa sorridere non riuscire a ricordare quasi niente di quelle tre settimane di occupazione studentesca.
Buffo dover googlare su Internet “Occupazione della pantera “ per ricordarmi per cosa combattevamo , noi , studenti di 15 anni in prima Liceo.

Però ci sono delle cose di quei giorni che mi sono rimaste appiccicate addosso e nonostante siano trascorsi quasi 25 anni restano li , incollate con il mastice .

Di quelle tre settimane ricordo gli odori ; l’odore dei materassi verdi in palestra , quei materassi che emanavano quell'odore di sudore un po’ stantio misto alla plastica .

Ci ho trascorso pomeriggi sdraiata in quei materassini ad osservare il lento scorrere degli eventi .

Pomeriggi spalmata su quei materassini  a fumare sigarette e bere caffè macchiato , quel caffè macchiato della macchinetta in corridoio.

Che a me il caffè a quei tempi nemmeno mi  piaceva  , infatti ci mettevo così tanto zucchero che a pensarci mi viene la nausea. 
Ma mi piaceva il gesto di " bere il caffè" , mi faceva sentire grande.
Così come mi facevano sentire grande quelle Marlboro Rosse ,  che adesso , invece maledico ò
Mi  faceva sentire grande starmene li , seduta a non fare nulla , ad ascoltare la chitarra strimpellata da qualche ragazzo di quarta .
Quel senso di libertà assoluta , quelle giornate infinite  quel "non tempo" mi riempiva in un modo difficile da descrivere . 

Ma più di tutto , mi piaceva lui . 
Lui ,   il più bello della scuola, lui che non mi vedeva nemmeno , 
per lui non esistevo e invece , per me esisteva solo lui.

Che a ripensarci oggi mi viene  da sorridere ma in quei giorni la vita non era mica facile sapete?
Non era mica facile trascorrere il pomeriggio guardandolo baciare le altri sdraiato su quei materassi verdi in palestra .
E io? 
Io semplicemente io me ne stavo li , ostentavo indifferenza e dentro mi mangiavo di gelosia.

Avrei tanto voluto che lui mi vedesse. Non è mai successo e quindi, come tutti i grandi amori adolescenziali si è dissolto come una bolla di sapone in poco più di qualche mese.

Ma questo non lo rende meno importante. Questo non lo rende meno vero.

Dell’okkupazione della Pantera vorrei ricordare tante cose.

Vorrei raccontare il perché di quella lotta studentesca,
Vorrei parlare delle discussioni sulla politica, della motivazione forte che ci aveva portato ad impossessarci del nostro Liceo per 3 settimane .

E invece…
Dell’Okkupazione della pantera mi resta solo un bicchierino di plastica con dentro un rimasuglio di caffè zuccherato e una sigaretta spenta  .
Mi resta solo il ricordo dei materassini verdi della palestra e la voglia di baciare il più fico della scuola…

ma tutto sommato , non è poi così poco.



Sempre vostra , 
anche se sempre troppo OKKUPATA per trovare il tempo di scrivere due righe... 

S.  ( sdraiata sul materassino verde )

mercoledì 21 ottobre 2015

Aglio

Lui vende aglio .
Lo vende solitamente nei mercatini e lei lo incontra da anni ,
ogni sabato al mercato di Scandicci.
Non lo vende in un banco e non è un ambulante.
No.
Lui lo vende in piedi .
In mezzo al magma umano di persone che spesso lo scansano .
Lo vende in mezzo ad altri banchi di ambulanti che lo guardano in cagnesco. 
In quel caos del sabato mattina ,lui ,tenta di vendere il suo aglio.
Lo vende nei sacchettini di plastica per 1 € a busta.
Anche a meno, chiaro.
Dipende da quanto gli offre la gente.
Lei si è chiesta spesso quanti soldi gli rimangano in tasca di quei pochi spiccioli che le persone gli danno.
La mamma di lei dice che il suo aglio è buono.
Lo compra spesso e a volte offre lui  qualche spicciolo per un caffè.
Ma lui non li vuole .
Sembra ci tenga molto a non prendere l’elemosina ma a “lavorare” .
Per come può.Chiaro.
Lei si è domandata , a volte come fa ad avere quell’aglio.
Se qualcuno “lo rifornisce” o se lo coglie lui stesso , la mattina all'alba prima di venire al mercato  .
Vorrebbe domandarglielo.
E' sempre sorridente, curato, gentile e con occhi buoni.
Occhi che hanno sofferto.
L’ha sempre chiamato “ Aglio”  .
Un modo buffo per “riferirsi a lui” durante le chiacchierate con sua mamma .
Non una mancanza di rispetto nei confronti della sua persona , beninteso.

Di solito, dopo averlo incontrato sorride. 
In  modo malinconico certo, ma non triste.  
Quel sabato no. 
In quel sabato mattina quegli occhi lucidi non le uscivano dalla mente. 
Lei così dura così incazzosa, in quel surreale sabato ci pensava continuamente.
Quel giorno non trovava nulla con cui farsi scudo e togliersi quello sguardo dalla mente.
Non riusciva a sorridere come mille altri sabati .
Si chiese a quante persone quello sguardo , avesse fatto lo stesso effetto devastante che aveva fatto a lei quel giorno.
Poche purtroppo - si scoprì a pensare.  
Avrebbe voluto poterglielo dire , ma come?
Quel sabato  mattina ,in cui era così inferocita perché aveva fatto cadere l'iPhone nel cesso , quello sguardo le era servito per ridare il giusto valore alle cose .
Lui che aveva preso quei cinque euro come se fossero un miliardo e , in contrapposizione , lei ne aveva buttati 900 nel cesso e il giorno dopo ne avrebbe spesi altri 300 , senza colpo ferire , all’Apple Store per riavere il suo dannato telefono.
...lui che quando lei le aveva detto :

" Con questi 5 euro chiama la tua mamma in Bangladesh 
e dille che la Fiorentina sempre incazzata  la saluta" 

si era commosso e le aveva detto che la sua mamma di 80 anni non ci vedeva più , ma lui la chiamava con il telefonino quando poteva.
Già quando poteva.
Si chiese quanto a lui sarebbe  nelle tasche di quei 5 euro .
Magari solo pochi centesimi con i quali a malapena avrebbe potuto dire:
“Ciao Mamma” .
Gli domandò :  
“ Ma quanto tempo è che non torni a casa?"
lui di rimando, con un sorriso timido mormorò :  
"Non posso tornare più...non ho il permesso di soggiorno" .
Provò vergogna per se stessa.
Per il suo essere così incazzata  quella mattina e si sorprese a pensare che si, avrebbe barattato volentieri i soldi che le servivano per riparare il suo telefono con il permesso di soggiorno di lui.
Lui che incontrava così spesso ma che con il quale così raramente aveva parlato
Chissà perché ,proprio quella mattina era capitato di parlarci di più. 
Forse l’inconscio ha più fantasia di noi , e ci mette davanti certe realtà per insegnarci a dare il giusto valore alle cose. 

"Come ti chiami?" .
Gli chiese - 
 "Nadir " rispose lui con gli occhi lucidi di lacrime stringendo i 5 euro che lei gli aveva dato ...lei gli strinse la mano ,gli accarezzò il braccio e gli disse :
"Abbracciala la tua mamma da parte mia..."
Gli occhi di lei incrociarono quelli di lui.
Tra loro passò qualcosa che non riusciva a spiegare.
Mille pensieri in un attimo .

Lei pensò che lui ,probabilmente non l'avrebbe mai più rivista la sua mamma cieca.
Sarebbe morta laggiù , in Bangladesh e lui l'avrebbe pianta qui , 
solo, in un Italia che non lo voleva.
In un Italia dove lui non esisteva per nessuno . 
Ma pensò anche che da oggi, lui esisteva per qualcuno. 
Esisteva per lei.


Note : 

Beati voi.
Voi che vedete nei problemi del paese questi poveri ragazzi.
Beati voi che avete trovato il vostro capo espiratorio e vi cullate ogni giorno nella rabbia.
Beati voi, sempre pronti a dire che si, loro stanno male ,ma allora, "Perchè non stanno a casa propria invece di venire qui a rubarvi il lavoro?"
Lavoro che peraltro, voi ,con il vostro vestitino pulito e il colletto inamidato non fareste nemmeno sotto tortura.
Beati voi che non sapete farvi turbare dagli occhi velati della disperazione.
già , beati voi.
o forse chissà... 
Poveri. 
Poveri voi.


S. 


domenica 24 maggio 2015

da Shoreditch , ai 40 per arrivare a Bob...

Arranco ma ci sono...
magari qualcuno di voi temeva la mia dipartita, 
magari pensavate che non avessi retto il colpo di aver compiuto 40 anni e mi fossi uccisa con un bel coma etilico a furia di ingollare gewurztraminer... 
e invece no, sono ancora qua.(E' già..)

La mia assenza è dovuta solo ad una cosa... 
il poco tempo a disposizione! 
Ho avuto un mese di maggio così pieno che mi ci sarebbero volute due vite per viverlo e quindi , trovare pure il tempo per raccontarlo era impossibile!
Peccato perchè di cose da raccontare ce ne sarebbero tantissime e , curiosamente, tutte belle.

Per una come me , dotata di scarso dono della sintesi riassumere in venti righe un mese è oltremodo difficile quindi mi giocherò il tutto per tutto in un photo-post sperando di riuscire a raccontarvi , 
nel mio consueto modo sparso e ben confuso ,
i tre fatti salienti di questi ultimi 20 giorni...


E dunque: 

tutto è iniziato , come ogni anno ( anzi come ogni volta che posso ) a Londra...
La mia amatissima Londra dove , 
anche quast'anno mi sono recata per una breve e intensa fuga...

Di Londra che posso dirvi che non vi abbia già detto nei mille post che ci ho scritto su? 
Poco mi rendo conto...
E allora vi cosiglio un bel giro a Shoreditch , alla ricerca della street art.
Potete girare il quartiere in due modi, con una guida , un tour organizzato o come me....
PERDENDOVI. 
Ma il bello di girare le città è proprio questo...
Perdersi. 
cosa in cui io riesco benissimo!( che a Londra è normale , ma io mi perdo pure a Firenze e quello , per una fiorentina doc quale mi vanto di essere è un pelino umiliante)
E allora perdetevi , gironzolate,osservate con la testa all'insù e ne vedrete davvero di belle....
Tipo queste ad esempio :



O queste: 



e magari dopo ore di camminate fermatevi ad un pub e prendete qualcosina da bere, che lo sapete no, ci sta sempre bene!
Se avete culo.. trovate pure il sole a scaldarvi ( alla faccia di chi mi gufava dicendomi che sarebbe sempre piovuto!!)

se invece ne avete voglia, potete sempre farvi un giro al borough market e perchè no....

mangiare ostriche grosse come cocomeri ...

O fermarvi a bere a bere un caffè a Neal Yard che è di un bello che non si può descrivere, una piazzetta dove lascerete sicuramente il cuore...( piazzetta molto amata anche da James e Bob , chi sono? Lo scoprite più avanti.. non siate frettolosi!!)

 
Infine se volte dare alla vacanza un certo pepe , 
potete pure rischiare di perdere l'aereo del ritorno... 
ma non vi delizierò di particolari su questa cosa, sappiate che ho davvero rischiato di restare in UK e , no, non siate maliziosi! 
Non l'ho fatto apposta!
Non questa volta almeno! 

Questa volta volevo tornare a casa perchè dovevo festeggiare un traguardo mica da poco!
Dovevo festeggiare i miei 40 anni.
Avevo deciso di farli passare in sordina e di continuare a sentirmene 29 ( esatto io non ho ancora accettato il fatto di averne compiuti 30, figuriamoci 40!!!)
di non festeggiare e invece....

Quel santo del "mi'omo" ha deciso che mi meritavo una festa a sorpresa , 
festa che porterò sempre nel cuore
 così come porto nel cuore tutti gli amici che c'erano!
 
Dovei dilungarmi ore per raccontarvela ma accontentavi della foto della torta...

DITE LA VERITA'... 
UNA TORTA COSI' DANNATAMENTE FIGA 
NON L'AVETE VISTA MAI !!!!


Ivano oltre alla torta ha molto apprezzato i palloncini...
Ad ognuno il suo!
 

Finiti i festeggiamenti si torna alla normalità, 
al lavoro e alla routine...
Sul lavoro stendo un velo pietoso, 
passano gli anni e sento che il mio lavoro di "tecnico" mi appartiene sempre meno e ultimamente mi soffoca proprio , ma non vi stresserò con queste paranoie , del resto , ho SOLO 40 ANNI , magari quando sarò GRANDE sceglierò di fare un lavoro meno tecnico e più creativo! 

Concludo questo post disordinato e caotico con una scoperta che non posso non condividere....

lui , 
anzi LORO : 
James & Bob
immagine presa da questo sito (click)
I protagonosti di due libri fantastici "Un gatto di nome Bob" e "il mondo secondo Bob ", li trovate entrambi su Amazon.
 


Il primo libro mi è stato regalato  da una persona che ,come me ,
ama gli animali e i gatti e che ve lo dico a fare...
E' STATO SUBITO AMORE!
Ma non vi fermate all'apparenza, 
non è la solita storia strappalacrime in cui si parla di rapporti tra uomo e animali, no, è molto di più.
E' la storia di una rinascita comune , 
quella di James e del gatto Bob, ora suo fedele compagno che lo salva da una vita senza amore e senza affetto , ma anche James salva Bob. 
Due anime ferite che si trovano e si curano a vicenda conquistando il cuore della gente ( il mio di sicuro).
Una storia che vi farà guardare alla vita dei senzatetto ,degli artisti di strada e ai venditori di The Big Issue in un modo diverso..
Il fatto che sia una storia vera , scritta da James e che sia ambientata a Londra ha dato ovviamente quel tocco in più ...

Vi consiglio davvero di leggerla e poi voglio sapere se anche voi vi siete innamorati di questa coppia così come è accaduto a me. 
Se siete come me... amanti di Londra progetterete subito una nuova fuga in Uk per tentare di incontrarli!
Ci siete ancora o il troppo caos vi ha fatto fuggire? 
Se ci siete allora vi saluto... 

Adesso bisogna che chiuda, ho i capelli bagnati poggiati sulle spalle da un ora , devo recensire almeno tre locali su tripadvisor , fumare una sigaretta , bermi un mezzo litro di caffè , finire un disegno , leggere una storia per la quale devo fare un disegno e infine prepararmi per andare a vedere una commedia a teatro. 

Se mi avanzan dieci minuti magari mi riposo pure....



Sempre vostra, 
con 40 anni anagrafici 
ma sempre 16 inel cuore!


S.











venerdì 27 marzo 2015

Ho un piano


"Buongiorno , desidera? 
Si , vorrei fare un reso ...
Mi dica , cosa vuole restituire? 
Vorrei rendere un paio di Kg di ansia, 
mezzo kg di malinconia e questi due etti di arroganza. 
Posso farle un buono? 
Certo.. tanto devo fare altri acquisti...
Avevo in mente di comprare 
1 kg di buon senso, 
1 kg di consapevolezza 
e mezzo kg di buone idee. "


Ecco...

Se fuzionasse così sarebbe parecchio più semplice vivere con noi stessi. 
Ti accorgi di avere un parte di carattere da "limare" e semplicemtente la porti indietro e prendi altro...
Son troppo malinconica.. 
"Aspetta vai, 
riporto un pò di malinconia 
e mi compro un due etti di pelo sullo stomaco.. 
"Ops, ho fatto due e mezzo che faccio lascio? "
"No , lo levi quel mezzo etto in più 
che non voglio mica diventar troppo cinica, 
due etti di pelo sullo stomaco mi bastano... 
magari mi prendo mezz'etto in più di positività! 
Conservi lo scontrino è! 
Se qualcosa non le va bene si cambia !"

Orca..

Sarebbe mica male come idea? 
Peccato che invece cambiare e sopratutto capire noi stessi costi una fatica "che levate..."  
Io ci ho messo quasi 40 anni per capire che tipo di persona sono e quali sono i miei punti di forza e di debolezza.
Ma del resto io sono un pò lenta nell'apprendimento.. 
magari ci son vent'enni che si son capiti molto prima di me...
Io ci ho messo un pò a capire chi sono e sopratutto, chi volevo diventare. 

Nelle mie scelte son saltata un pò di palo in frasca nel corso degli anni, 
un pò ho scelto male un pò qualcosa è capitato così... 
Chissà come sarebbe potuta andare con scelte diverse.
 
Per dire , 
Quando avevo 10 anni mi piaceva giocare alla segretaria. 
Mi mettevo le scarpe con i tacchi e la giacca della mia mamma e giocavo a fare la segretaria "figa e elgante " insieme a mio cugino che giocava a fare l'imprenditore. 
La figura della donna in carriera mi piaceva molto.
Crescendo, durante gli anni della scuola mi capitava di guardare le donne manager , in eleganti tailleur e mi facevano , cordialmente orrore.
Non sono mai stata una persoan troppo coerente.
In quegli anni sognavo una casetta a mattoncini rossi in zona Notting Hill a Londra  , 
magari con gli infissi bianchi e le finestre alte . Mi vedevo li dentro a dipingere . 
Anni dopo mi son trovata con una camicia bianca e una discutibile cravatta arancione a lavorare in un supermercato . 
Gli eventi mi han portato dietro ad una scrivania . 
Tutto questo per dire cosa? 
Che insomma bisogna percorrere, 
mentalmente o fisicamente diverse strade per capire cosa si vuol fare. 

"the problem is the choice"


Veriddio prima o poi me la faccio tatuare sta frase.
Comunque, nell'ultimo periodo ho le idee più chiare. 
Che fino a ieri spevo esattamente cosa non volevo fare ma il cosa fare non mi era così chiaro. 
Ora meglio. 
Si perchè ora...
 
ORA HO UN PIANO . 

Che non è necessariamente un buon piano , 
anzi, magari è un piano folle e ridicolo ma  è un piano che mi fa sorridere, 
che mi fa guardare avanti con positività e che mi fa sentire viva. 
E' un piano che mi fa rimettere in discussione , mi spinge a fare certe cose e a farle al massimo delle mie possibilità. 
Quindi , mi correggo...
E' UN BUON PIANO. 
 
Ci ho messo 40 anni di errori per elaborarlo e vorrei vedere se adesso , 
riesco a portarlo a casa. 

E voi ce l'avete un piano? 
Ci avete messo pure voi 40 anni a congeniarlo? 
Me lo raccontate? 


 
sempre vostra....
con un piano.

S
 



 

martedì 17 marzo 2015

Arranco ma ci sono....

Ma sono latitante , lo ammetto. 
Attraverso una fase un pò così. 
Così come? 
Così...
A voi capitano mai quelle fasi un pò così?
Ecco , anche a me. 
Sono un pò così. 

Che certe mattine vorrei cambiare il mondo, 
altre vorrei cambiare vita, 
altre ancora vorrei emigrare a Londra e vivere di fish & chips bevendo birra e parlando male dell'Italia ma alla fine , 
tutto quello che riesco a fare è cambiare il colore dei cuscini del divano. 
Ma dice bisogna iniziare dalle piccole cose.
Io ho una vita piena zeppa di piccoli inizi . 

Siamo al 20 marzo e vanto 2 soli post in questo 2015. 
Ho quasi l'ansia da prestazione a scrivere , tanto è che non lo faccio... 
ma ho scritto è! Ho scritto altrove...
ho un paio di progettini che sto cercando "timidamente" di portare avanti ,
ho la moleskine piena zeppa di appunti e scarabocchi e un milione di idee sparse e ben confuse , il tutto mescolato ai  soliti mille sogni che fatico a realizzare ma nella vita , 
non si può mai dire.

Certe volte credo che questo mio essere così irrequieta mi renderà profondamente insoddisfatta intorno ai 60 anni... 
già adesso, alla soglia dei 40, mi sembra di aver sprecato tempo, occasioni , di non aver avuto il tempo per fare tutto quello che volevo fare e di essermi fatta scappare mille treni.

Sento che il tempo fugge , "ma 'ndo va???"
mi domando.
E sopratutto.. "Come lo fermo? "


Il tempo...

Questo bastardo che  a vent'anni non sai cosa fartene , 
te lo fai scivolare addosso con un indolenza  "che 'levate!"
Me le ricordo , le serate in macchina senza fare nulla...
parcheggiate davanti al barrino , 
fumando un camion di sigarette e lamentandoci del tipo che non ci voleva 
e sentendo Vasco a ripetizione come in un loop...
Ma forse i vent'anni servono proprio a questo.
A sprecare il tempo per cazzeggiare. 
I 40 a rincorrere il tempo perso a vent'anni
Mamma mia che discorsi anziani sto facendo.

Sembro quasi saggia , in realtà ho un grado di maturità pari a quello di un criceto neonato e i sogni di gloria delle tredicenni che vogliono fare le "Principesse"...


Ma poi mi guardo allo specchio e cavolo...
sti "quasi 40 anni " ce li ho davvero e  guardando le vecchie fotografie ( io amo moltissimo punirmi osservando le vecchie foto ) , vedo una faccia senza rughe , 
una folta chioma bionda e un sorriso strafottente , 
la confronto con la faccia di adesso ed è inutile dire di no..

Le differenze ci sono tutte . 

Mi piace pensare , che dice il Liga , 
che "quelle rughe sono solo i tentativi che non ha mai fatto" ma attenzione..
Non è detto che non li faccia più avanti. 
Che per fare cazzate non si è mai abbastanza vecchi...

Bah...
Tutto questo per dire cosa? 
In definitiva non lo so. 
So che certe volte vorrei essere più semplice , più logica e più razionale. 
Vorrei avere meno conflitti, sognare la casa la famiglia i figli e la vita inquadrata in binari lineari e sicuri. 
Vorrei avere chiaro in testa un piano e lottare per portarlo a termine. 
Il fatto è che io ce l'ho un piano... 
peccato che cambio piano ogni due mesi.

Quelle che han fatto dei  buoni piani , a  40 anni aiutano i figli a fare i compiti la sera , lavorano senza colpi di testa e sono felici e serene . 

Poi ci sono le altre...
Le eterne peter pan che sanno solo fare assurdi sogni di gloria , 
pianificano continuamente viaggi a Londra e prendono un secondo gatto.. 

Non chiedetemi a quale categoria appartengo. 
Sapete che le domande ovvie mi irritano. 


E voi? 
Dico a voi così vicini ai 40...
che piani avete? 
Raccontatemi un pò le vostre paranoie 
che così mi sento meno sola...



Sempre vostra, 
irrequieta per natura e anche un pò per vocazione..

S. 

 
 







 

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