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mercoledì 21 febbraio 2018

La pantera ....

La pantera era stata catturata 

ed  io, come lei  , non riuscivo a togliermi dalla mente le sensazioni dell'ultimo mese .




                                                                  Immagine presa da QUI 

In quei giorni  avevo respirato un senso di libertà mai provato prima , 
non le conoscevo quelle sensazioni e non le realizzavo appieno . 
E anche quella lotta , non è che la capissi granchè , non capivo ne la lotta , ne i motivi della lotta. 

Non sapevo nemmeno per cosa lottavamo, ma lottavo tanto .

Ero certa che i motivi per cui lottavo fossero giusti e di fondamentale importanza per il mio e per il nostro futuro.

Erano così giusti che adesso nemmeno li ricordo.

Ma mi ricordo bene che mio padre storceva la bocca e ci accusava di voler emulare il 68.
E aveva ragione , perché io avrei davvero voluto vivere in quegli anni , e anche questo mio desiderio , come tutti quelli che riempivano le mie giornate di quindicenne  ,  era del tutto privo di logica e di fondamenti . 
Che per me il 68 voleva dire Jeans a campana , scarpe con la zeppa e capelli lunghi e lisci sugli occhi .

Quello che so , è che quell'assurdo mese  vissuto in liberà insieme alla Pantera , mi dava l’assoluta certezza che stavo facendo qualcosa di grande , qualcosa che un giorno sarebbe stato ricordato dai miei figli .
E fa sorridere pensarci stasera , a 25 anni di distanza  . 
Fa sorridere non riuscire a ricordare quasi niente di quelle tre settimane di occupazione studentesca.
Buffo dover googlare su Internet “Occupazione della pantera “ per ricordarmi per cosa combattevamo , noi , studenti di 15 anni in prima Liceo.

Però ci sono delle cose di quei giorni che mi sono rimaste appiccicate addosso e nonostante siano trascorsi quasi 25 anni restano li , incollate con il mastice .

Di quelle tre settimane ricordo gli odori ; l’odore dei materassi verdi in palestra , quei materassi che emanavano quell'odore di sudore un po’ stantio misto alla plastica .

Ci ho trascorso pomeriggi sdraiata in quei materassini ad osservare il lento scorrere degli eventi .

Pomeriggi spalmata su quei materassini  a fumare sigarette e bere caffè macchiato , quel caffè macchiato della macchinetta in corridoio.

Che a me il caffè a quei tempi nemmeno mi  piaceva  , infatti ci mettevo così tanto zucchero che a pensarci mi viene la nausea. 
Ma mi piaceva il gesto di " bere il caffè" , mi faceva sentire grande.
Così come mi facevano sentire grande quelle Marlboro Rosse ,  che adesso , invece maledico ò
Mi  faceva sentire grande starmene li , seduta a non fare nulla , ad ascoltare la chitarra strimpellata da qualche ragazzo di quarta .
Quel senso di libertà assoluta , quelle giornate infinite  quel "non tempo" mi riempiva in un modo difficile da descrivere . 

Ma più di tutto , mi piaceva lui . 
Lui ,   il più bello della scuola, lui che non mi vedeva nemmeno , 
per lui non esistevo e invece , per me esisteva solo lui.

Che a ripensarci oggi mi viene  da sorridere ma in quei giorni la vita non era mica facile sapete?
Non era mica facile trascorrere il pomeriggio guardandolo baciare le altri sdraiato su quei materassi verdi in palestra .
E io? 
Io semplicemente io me ne stavo li , ostentavo indifferenza e dentro mi mangiavo di gelosia.

Avrei tanto voluto che lui mi vedesse. Non è mai successo e quindi, come tutti i grandi amori adolescenziali si è dissolto come una bolla di sapone in poco più di qualche mese.

Ma questo non lo rende meno importante. Questo non lo rende meno vero.

Dell’okkupazione della Pantera vorrei ricordare tante cose.

Vorrei raccontare il perché di quella lotta studentesca,
Vorrei parlare delle discussioni sulla politica, della motivazione forte che ci aveva portato ad impossessarci del nostro Liceo per 3 settimane .

E invece…
Dell’Okkupazione della pantera mi resta solo un bicchierino di plastica con dentro un rimasuglio di caffè zuccherato e una sigaretta spenta  .
Mi resta solo il ricordo dei materassini verdi della palestra e la voglia di baciare il più fico della scuola…

ma tutto sommato , non è poi così poco.



Sempre vostra , 
anche se sempre troppo OKKUPATA per trovare il tempo di scrivere due righe... 

S.  ( sdraiata sul materassino verde )

mercoledì 1 aprile 2015

Dediche

Io: "Ciao Sono Silvia da Firenze 
e vorrei dedicare "Runaway" di Bon Jovi a Ivan..."
Operatore di Radio XXX: "Bene Silvia , mi dici la dedica per Ivan?"
Io: "Ti amo alla follia anche se tu non lo sai !"


Ecco, questo è ciò che accadeva prima dell'avvento di Shazam.
Ti incollavi al telefono e chiamavi chiamavi fino a che il dito non ti si paralizzava e, 
quando riuscivi a prendere la linea potevi dedicare all'uomo dei tuoi sogni la tua canzone per radio.

Se invece volevi OSARE  potevi tentare di contattare " Videomusic" e dedicare ...
udite udite.. non una canzone , ma ADDIRITTURA un video al tuo sogno proibito!!!


Ovviamente l'oggetto dei tuoi sogni non avrebbe sicuramente ascoltato la radio in quel momento e la tua dedica si sarebbe persa tra le altre mille dediche. 

Ma son cose alle quali non pensavamo mai, 
difficilmente buon senso e adolescenza vanno di pari passo ...

Prendere la linea a MTV era un impresa titanica .
Io e la mia amica Valeria ci siamo riuscite solo una volta e cosa abbiamo fatto?
Abbiamo dedicato una canzone dei Bon Jovi a John Bon Jovi stesso.
Vi ricordate no che l'amavamo alla follia? 
Ecco.. noi ci sentimmo pure di dedicargli una canzone. Una sua canzone.
Noi tentavamo sempre di superare i limiti della normale stupidità umana.
Non paghe di questa nostra follia ci cullammo pure nell'illusione che lui avesse visto o sentito la nostra dedica.
( diciamo che questa cosa della dedica via tv al personaggio famoso pò essere simile ai tweet al divo che fanno adesso le ragazzine.. )

Provo una tenerezza struggente per "quello che eravamo...."

Cari miei...
La vita era difficile quando avevo 14 anni io! 
Mica come adesso che con i social o con Shazam "tac" , 
senti una canzone che ti piace , 
la fai riconoscere al  "Signore della musica che tutto riconosce " e poi in un attimo la pubblichi sulla sua bacheca con tanto di dedica smile e cuoricini.
Mica come me che mi son consumata l'indice a forza di comporre il numero di telefono di Video Music!!

Eran tempi difficili ragazze mie.

Che se vedevi uno che ti piaceva in discoteca di cui sapevi solo il nome  per sapere dove viveva e cosa era solito fare non è che lo potevi "googlare" o "cercare su FB!"... è no!
Dovevi riuscire a conoscere il suo cognome , cercarlo sull'elenco telefonico e poi chiamare tutti e 350 i "Rossi" che trovavi nell'elenco telefonico di Firenze fino a che non beccavi il numero giusto!
CREDETE SIA FINITA? 
E' NO...
 
Fatto questo dovevi risalire al suo indirizzo e finalmente potevi provare...
" ad incontrarlo per caso" nella sua zona.
Tutto questo processo poteva essere leggermente facilitato se avevate un amico in comune che magari ti dava la dritta giusta ,ad esempio " Gioca a calcio nel Firenze Ovest" , a quel punto era semplice , attraversavi tutta la città con il tuo "Motorino", un Si nel mio caso , raggiungevi i campi di calcio e speravi di incontrarlo. 

Poi mi chiedono perchè non studiavo in prima liceo...
E dove lo trovavo il tempo? 
Con tutto il lavoro che mi creavano i primi "ragazzi" il tempo per studiare ovviamente non c'era!
 
 Era faticosissimo ragazze mie. 

Anche perchè se magari avevi conosciuto uno in discoteca la domenica pomeriggio e...
FORTUNA DISUMANA eravate riusciti a scambiarvi il numero di telefono ( quello di casa ovviamente che i cellulari ancora non esistevano)  vi si parava davanti una drammatica situazione.
Ossia.
Lui ha il mio numero di telefono ma....
QUANDO MI CHIAMERA'? 

"Silvia non si va a prendere un gelato , esci? "
"No, potrebbe telefonarmi "Tizio " ,
aspetto davanti al telefono (pregando rivolta verso la mecca...) "
"Ma dai! Vi siete conosciuti ieri, figuarti se chiama oggi! "
Allora magari ti facevi coraggio e uscivi...
Ovviamente lui chiamava nei sette minuti in cui tu eri fuori. 

A pensarci adesso mi viene  da sorridere...
Sorrido pensando a come era tutto più semplice anche se a scriverlo sembra tutto più complicato. 


A come si parlava guardandoci negli occhi ai giardini ,
ai baci che duravano ore ,
agli smartphone che non esistevano. 
Al "mi piaci" che dicevi con coraggio a qualcuno 
e non "cliccando" un bottone con scritto " Like" .
Alle cene in cui tutti si guardavano in faccia 
e se eri in imbarazzo non potevi metterti a "spippolare il telefono" 
ma dovevi vincere la timidezza e trovare qualcosa da dire...
Alle foto che scattavi con la macchinetta automatica ,
di 36 ne venivano bene 5 e no, 
non le potevi ritoccare ,
le attaccavi in camera così com'erano...
fuori fuoco , 
decentrate ma vere!
Alla mamma che ti faceva uscire 
e tu promettevi di tornare alle 20:00 , 
ma lei non ti poteva chiamare al cellulare 100 volte per sapere dov'eri. 
Alle code davanti ai telefoni pubblici con il gettone in mano.
Alla parola che non conoscevi a dovevi cercare sul vocabolario 
o alle strade che cercavi su "tutto città" 
e se ti perdevi, 
dovevi chiedere infomazioni 
e non litigare con la voce falsa del navigatore...
 
Perchè scrivo queste cose?
Perchè anche io ho bisogno di RICORDARE  com'erano certe cose prima . 
Ho bisogno di ricordare com'era semplice vivere 
prima che la tecnologia ci semplicasse la vita...


Sempre vostra, 
con un tasso di malinconia mai provato prima...

S.




Note a margine: 
Non prendete questo post come il delirio di una donna della pietra che vorrebbe ancora i telefoni a gettoni  , non è questo il senso del post... 
Sapete tutti che sono "schiava della tecnologia, dell'Iphone" e di tutto quello che ci ha semplificato la vita, ma spesso sento una nostalgia MOLTO FORTE per quello che ero prima che tutto questo progresso arrivasse...


domenica 6 luglio 2014

E' TUTTO UN EQUILIBRIO SOPRA LA FOLLIA....



Era l'estate del 1989 , avevo 14 anni e la mia vita si dipanava tra
il barrino , le amiche ,e le serate seduta sul prato all'anfiteatro ....
I miei problemi più grossi erano la matematica che non mi piaceva e
il ragazzo del momento che mi aveva lasciato .

Era prima che me ne fregasse qualcosa della politica, 
prima di Berlusconi e prima dell'Euro. 
Erano anni in cui non sapevo nemmeno se l'avrei fatta la tanto decantata università, ne tantomeno sapevo se avrei mai trovato un lavoro.
Il mio più grande problema era passare l'esame di settembre di matematica ed essere carina la domenica allo Space...
Era prima della coop, prima del grande amore e prima della prima volta con un ragazzo. 
Diciamo che era prima di tutto ma una cosa già c'era....
San Siro 5 luglio 2014

C'era una sorta di fedeltà ad un cantante discusso e criticato dai più.
C'era questa fedeltà a Vasco.
Poster, ritagli di giornale , cassette con mix di canzoni in cui si sentiva la puntina del piatto che staccava o il disco graffiato .... 
che ai tempi le playlist si facevano a mano,altro che itunes e ipod...
Son quelle sonorità alle quali poi negli anni ci si abitua, ci si fa l'orecchio.
Per dire, per il mio orecchio  la canzone "Cosa c'è" al primo minuto salta per colpa del 33 giri graffiato....
Ogni volta che la sento in casa , dopo vent'anni ancora mi meraviglio che non salti più...

Ma non divaghiamo. 
Dicevo che lui c'era. 
C'era sul piatto in camera mia, 
c'era al barrino nel jukebox, nello stereo della macchina di quelli grandi e c'era in camera mia appeso al muro ...
C'era pure alla festa dell'unità alle Torri, proiettato su un telo , ogni tanto mandavano il suo nuovo video "LIBERI LIBERI"  e noi amiche stavamo li a guardarlo e dirci che era cambiato...
che con quel disco voleva dare un calcio al passato "discutibile".
disegno fatto dalla mia amica per un mio compleanno
Mi fa sorridere che per me "Liberi Liberi " fa già parte di un Vasco relativamente recente...
Si perchè per me , il mio Vasco è quello di La Strega, Siamo solo noi , La noia e Una nuova canzone per lei...
quest'ultima è peraltro la canzone che "ho preteso " fosse la colonna sonora della mia prima volta ,pensate un pò...
Vasco è con me da sempre e forse è per questo che gli resto fedele anche quando tira fuori album discutibili. 
Vasco è la colonna sonora della mia vita e con lui ci riesco poco ad essere obiettiva...mi perdonino dunque gli intenditori di musica, 
non lo sono intenditrice, io sono SOLO FANS e mi va bene così. 

e dunque...
Vasco era con me duranti le nottate di lacrime per qualche ragazzo stronzo , la sua "Incredibile Romantica" ha fatto da sottofondo musicale a molti miei pianti adolescenziali...
"Come fai adesso che .. non c' neanche più lui con te... lui che aveva grandi cose per la testa..lui che poi un giorno come niente ha detto BASTA"
C'era nel diario con le sue frasi mirate solo a scioccare i benpensati, 
1993- pre concerto Gli spari sopra
" Non importa se la vita sarà breve vogliamo GODERE GODERE GODERE!!!" e c'era con le sue canzoni melodiche e poetiche che piacevano proprio a tutti... anche a quelli che lo odiavano...
"Respiri piano per non far rumore , ti addormenti di sera e ti risvegli col sole.. sei chiara come un alba , sei fresca come l'aria.." 
Mio babbo mi comprò " Ma cosa vuoi che sia una canzone" perchè dentro c'era
 " Silvia" , e quella canzone gli sembrava parlasse di me... 
avevo poco più di dieci anni ..."Silvia riposa dentro la stanza... con una mano sotto il cuscino... mentre di fuori spunta il mattino...che tra non molto la sveglierà "
Era dunque inevitabile che facessi la fine della rincoglionita di 40 anni che ancora va a vedere Vasco , e magari lo va a vedere come ieri sera a San siro ,passa la notte in bianco e torna a casa senza voce. 
ERA INEVITABILE....
E non fraintedete le mie parole, mi va benisimo così. 
Mi va bene perchè legati ai concerti di Vasco ho una carrellata di ricordi bellissimi e in ogni concerto questi ricordi tornano a galla e mi fanno sorridere. 
A volte con malinconia, a volte piango pure ma tante , tante altre volte rido, canto e ballo esattamente come facevo a 13 anni...

Sorrido ripensando al mio primo Fronte del Palco, a Vasco con la camicia bianca e i capelli lunghi, sorrido pensando a me , appena 16 enne schiacciata per ore sotto il palco con i gomiti finiti ma con una volontà d'acciaio che mi faceva restare li sotto per ore e ore. 
Giusto con un mitra mi avrebbero spostato... 
ad una ragazza ricordo che glielo dissi pure.
Lei era li che mi tirava per la spalla per scavalcarmi e conquistare 
"l'agognata transenna sotto il palco"...
Alla fine la guardai con uno dei mie sguardi migliori e la zitti con un 
"Guarda ciccia che per togliermi di qui MI DEVI SPARARE, quindi dammi retta, RINUNCIA".
2004 Artemio Franchi Buoni o cattivi sotto il palco
 
Sorrido ripensando a quella versione di me un pò teppistella e falsamente "dura", 
sorrido pensando alle attese interminabili davanti ai cancelli , 
aspettando che aprissero per poi correre a perdifiato verso il palco con quelle pazze amiche che ,grazie a Dio , hanno sempre condiviso quest'illogica passione insieme me. 
Bologna -2014 Prato gold
Sorrido pensando alle tante persone che ho conosciuto durante quelle ore sotto il sole bollente , alle sudate , alle spalle ustionate e a volte pure ai gomiti bruciati a forza di "puntellare"  le transenne...
Sorrido pensando che poi, quando partiva la prima nota passava tutto.
Dieci minuti prima ero senza fiato , sudata , stanca e senza forze, ma quando finalmente arrivava lui , come per magia tutto passava...

E ancora sorrido pensando ai " Pellegrinaggi" a Zocca per cercare di incontrarlo , girando con la macchina con "fegato spappolato" sparato a manetta , alle mille trasferte in tutta Italia ...
Un pelligrinaggio a Zocca
Da San Siro, All'Olimpico, al Dall'Ara  ai tanti Heineken Jammin festival...
Festival dove una volta mi son pure persa in mezzo a centomila persone...
E ripenso pure ai concertini nei palazzetti , con un tasso d'umidità che pareva d'esserein Amazzonia... alle volte ( poche ..) che non ce l'ho fatta e mi son sentita male per il troppo caldo e mi han dovuto portare via " a braccia" trascinandomi in infermeria...
Mille nottate, mille ricordi, mille follie che son fiera di poter raccontare.
E infine , di trasfeta folle c'è quella di ieri ...
Un San siro  che ha un che di "dejavù.." 
io e una delle mie storiche compagne di concerti di Vasco abbiam portato con noi a San siro la sua bimba di dieci anni...
Una sorta di iniziazione...
Siam partite in modo un pò ardito, ma l'abbiam portata sugli anelli è!
Niente prato...( ma solo perchè ancora è piccola... )
L'anno prossimo... Chissà!

Stiamo forse tentando di creare una piccola noi?
In fondo... non siam venute poi così male!


Sempre vostra, e sempre fedele "A  I'Zi VASCO"

 S.

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