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domenica 22 aprile 2018

Il treno sbagliato..


immagine presa da questo link

HO amato tanto gli anni 80 e amo ricordarli.

Amo ricordare le orrende magliette con le spalline e gli assurdi cappotti lunghi fino ai piedi , cappotti che ormai si sono nuovamente insinuati nei nostri guardaroba.

Amo i giochi anni 80 , Il mio Mini Pony e le Barbie , i cartoni di Robot e Candy Candy .

Mi fa sempre sorridere come la vita sia fatta di cicli e come tutto quello che abbiamo dimenticato e infilato con fatica nel cassetto dei ricordi , 
dopo anni che se ne sta li a prendere polvere… spunti  fuori di nuovo .

Nella moda è normale il rievocare stili vecchi di 30 anni e rivisitarli per renderli nuovamente attuali .

Ricordo che quando indossavo i pantaloni a zampa d’elefante,  a 16 anni , sentendomi figa e originale , mia mamma sorrideva e mi raccontava di come , vent'anni prima li avesse indossati a sua volta .

Lo vediamo continuamente , nei remake dei film , nella musica, nei vecchi giochi , tanto che a volte mi è venuto da chiedermi se davvero esiste qualcosa che non sia stato“ già visto prima“.

Ma mi piace.

Mi piace vedere mia cugina con i jeans che scoprono le caviglie e le superstar dell’adidas . 

Mi piace veder tornare di moda il taglio di capelli alle spalle , che ai miei tempi si chiamava “Carrè” mentre ora si chiama Bob. 
Ma di diverso dal Carrè ha solo il nome .

Per una malinconica e nostalgica di natura il veder “ riesumare” mode , stili e film  della mia adolescenza è bello .

Mi fa ricordare i miei 18 anni , e  quando guardo indietro mi sembra davvero che tutto fosse bello in quei magici anni 80/90.

Ma è normale , la mente umana ha quest’attitudine a ricordare solo i  momenti belli .

Ed è giusto sia così perché i momenti brutti di quegli anni , forse erano talmente brutti che si è creduto valesse davvero la pena dimenticarli .

Forse andavano raccontati di più chissà se sarebbe servito a qualcosa . 
Ma sopratutto , chissà se avrebbe cambiato qualcosa . 

So però che  a volte, dietro la curva del tempo che vola , parafrasando De Gregori , ti ritrovi davanti cose che avevi sepolto  e che , onestamente , non avevi la benché minima voglia di rivedere e rivivere di nuovo.

Leggerle sui giornali certe cose è un conto , ma rivedere di nuovo scene già viste, e faticosamente archiviate fa male .
Special modo quando non te lo aspetti .

Mi è successo ieri sera e di loro mi hanno colpito i modi gentili , la cortesia e la voce quasi intimidita , gli occhi spenti e la pelle così giovane e liscia .

Un modo di fare così dimesso e pacato che cozzava terribilmente con le mani che tremavano . 

Mi è rimasto addosso il sorriso cortese del primo ragazzo , i suoi occhi puliti che mi guardavano mentre mi chiedeva se poteva passarmi avanti nella fila in farmacia perché :  
“ sai , so perdendo il treno , prendo una cosa , faccio velocissimo!”

Vedevo la sua mano tremare  , mentre tra pollice e indice stringeva una piccola pila di spiccioli .

Ha bisbigliato la sua richiesta alla farmacista  .

Lei gli ha tolto gli spiccioli dalle mani e si è chinata a prendere "qualcosa ".
Lui , in quei trenta secondi di attesa si picchiava forte il dito indice e il medio sul palmo della mano , quasi a scaricare una tensione , una smania che non riusciva a controllare.
La farmacista è tornata e ha dato al ragazzo la sua siringa.

L’ha stretta in pugno e il  tremore alle mani è curiosamente passato . 

Ha gentilmente ringraziato le persone in coda ed è corso via .

In cinque minuti questa scena si è ripetuta tre volte.

In 5 minuti altri due ragazzi hanno saltato la fila perché 
“ stavano perdendo il treno” .

Erano tutti simili .  
Giovani . Pacati. Gentili .
E bugiardi . 
Perché il treno non lo stavano perdendo .

Sul treno ci sono saliti .  

Peccato fosse quello  sbagliato. 


S. 

lunedì 2 gennaio 2017

Fregatene! E indossa una gonna di tulle …

Correva l'anno 1988 ...
Me lo ricordo come fosse ieri.
Ero all'Acqua-fan con i miei genitori .
Alle 17:00 sarebbe arrivato Jovanotti per la solita trasmissione radio , trasmissione che era solito condurre dal famoso parco acquatico .
Io ,con una personalità da sempre incline alla schizofrenia , già alle 15:00 del pomeriggio avevo iniziato ad urlare piangere come una pazza perché lo volevo assolutamente vedere e ..... chiedergli un autografo (impresa che peraltro fallii miseramente) .
Erano i tempi di "Give me five"  e di "go Jovanotti go" ma più di tutto
erano gli anni del cappellino Boy e delle calze a righe di Emilio cavallini portate con le gonne corte a pieghe e i bomberini corti ( magari color Oro... astenersi commenti please)  .  





Fino a un anno fa , guardando il mio look di allora , scuotevo la testa
 con disappunto e mi dicevo :
“ Cristo Santo! Ma come mi conciavo?”
“ Che senso aveva mai , quella moda del cappellino Boy!”
" E quelle assurde gonne di tulle!" 

Poi , come sempre del resto , è accaduto qualcosa che sul momento non ho realizzato appieno.
Ci si accorge sempre troppo tardi  di questo fatto che la moda ha nuovamente vinto sul buon gusto.

Io l’ho realizzato con assoluta certezza l’altra sera e stamani , nel ho avuto un’ulteriore conferma.

Per dire…

L’altra sera sono uscita con una gonna di tulle anni abbinata ad una maglietta con gli strass dove era scritto : “ My Boyfriend is out of  town.. “  ( il santo era con me , ma non bada a queste mie cazzate) 
Non paga di questa mia follia , mi sono fatta una coda così alta e così cotonata che sfidava ogni possibile legge di gravità.

La ragazzina di 14 anni vestita male,  che avevo sepolto nel 1989 è tornata dall'oltretomba e si è congratulata con me elogiando il mio look – ergo – ero sicuramente vestita alla cazzo.
Del resto è dimostrato che non si può uscire senza strascichi  dagli anni 80.
I jeans al polpaccio dell'ultimo periodo ne sono una prova schiacciante.

Con il mio look assurdo mi sentivo così figa che quasi mi è venuta voglia di andare a ballare allo Space ((prima che chiediate cos'è lo space... rileggete QUI ) e mettermi a ballare un lento e pomiciare sui divanetti per quelle due tre ore…
( che erano il tempo minimo quando avevamo 14 anni )

Poi mi sono ricomposta , mi sono ricordata che ho 41 anni e mi sono limitata a cenare con gli amici presenti, mantenendo intatto l'umore adolescenziale e la totale consapevolezza che : 

GLI ANNI 80 SONO VIVI E VEGETI E SI SONO NUOVAMENTE INSINUATI NEL NOSTRO ARMADIO.
  

Ad avvalorare questa mia teoria aggiungo che, questa mattina  , una collega indossava ( e con una certa grazia peraltro ) una maxi felpa con la scritta BOY fatta con le borchie.
Confesso di averle invidiato tale capo di abbigliamento. 

E niente..

Mi tocca rassegnarmi al fatto che non devo gettare via più nessun abito perché con cadenza ventennale , questo torna di moda .
Quindi a 62 anni , indosserò nuovamente jeans skinny e le scarpe con la zeppa  di Isabel Marant e le adidas con i jeans arrotolati al polpaccio (Cosa che , superati i primi anni 90 avevo giurato non avrei fatto mai più e invece, ho sfoggiato con orgoglio tutta l'estate) .

Ma la cosa importante dell’aver indossato una gonna assurda mi ha fatto ridere,
mi ha fatto rivivere la magia di quegli anni , così folli e inconsapevoli …
e ho deciso che nel 2017 , devo fare di tutto per tentare di sentirmi come l’altra sera , come se indossassi una gonna di tulle  e un paio di assurde calze a righe fino al ginocchio .

E allora stamani , mentre ero a prendere il caffè sul tetto dell’ufficio , ( che è in assoluto uno dei posti più tristi del mondo , secondo in bruttezza solo al cimitero)
Mi sono scritta una sorta di personale “memorandum” per non dimenticare la sensazione della gonna di tulle e per cercare di farla rivivere in me in questo 2017…

E dunque :

Balla sotto la pioggia e fregatene se i capelli si increspano .
Esci con quella felpa verde acido che sta male con tutto ma è tanto comoda .
Mettiti lo smalto rosa fuxia e per una volta, non ti fare la french che è tanto elegante quanto noiosa.  .
Stasera torna a casa e spalmati sul divano e della cena , fregatene .
Se proprio ti viene fame mangiati i cereali direttamente dalla scatola come facevi quando eri una single folle e irrisolta ( e che cavolo… ora sei solo irrisolta!)
Mettiti una maglia con una scritta idiota e una gonna con il tulle anni 80...
e se ci riesci...prova a rivivere anche  la magia di quegli anni assurdi.
Cerca di non essere perfetta ,ma di essere sempre come sei.. allegramente cogliona.
Fregatene se ti dicono che hai 41 anni e ormai.. sei grande! 
Grandi saranno loro!
Canta anche se sei stonata e non solo quando non ti sente nessuno anzi, fallo quando ti sentono tutti e se di dicono che sei stonata rispondi :
 “ Lo so! Ma mi piace cantare!” e canta ancora più forte!
Mettiti quelle scarpe con i tacchi altissime e scomode che ti sembrano sempre inadeguate alla tua età e fregatene se ti dicono che sei ridicola !
Fai una follia . Che sia una spesa pazza , una viaggio improvviso , una scelta azzardata… Falla e sii fiera di aver finalmente avuto il coraggio di farlo.
Non è vero che è troppo tardi , non è vero che è tutto qui!
Levati quella maschera incazzosa che porti da una vita e prova a metterti quella con il sorriso , ma mi raccomando…
Prima ripassati bene il contorno del rossetto color “ mattone “ .
Fai un bel dito medio al 2016 e sfanculalo per tutto quello che ti ha portato via .
E prima di strizzare l’occhio al 2017 , ripassati bene  l’eye liner nero!
E infine…
Balla sotto la pioggia e mi raccomando…
fregatene...





E adesso  tocca a voi…
Ditemi…
Cosa vi siete “ messi in testa” e “indosso”  per il 2017?
Orsù…
Ditemelo!

Sempre vostra ,
con una gonna di tulle nera ,le calze glitterate 
e due felini che correggono i miei contorti pensieri…

S. 



mercoledì 1 aprile 2015

Dediche

Io: "Ciao Sono Silvia da Firenze 
e vorrei dedicare "Runaway" di Bon Jovi a Ivan..."
Operatore di Radio XXX: "Bene Silvia , mi dici la dedica per Ivan?"
Io: "Ti amo alla follia anche se tu non lo sai !"


Ecco, questo è ciò che accadeva prima dell'avvento di Shazam.
Ti incollavi al telefono e chiamavi chiamavi fino a che il dito non ti si paralizzava e, 
quando riuscivi a prendere la linea potevi dedicare all'uomo dei tuoi sogni la tua canzone per radio.

Se invece volevi OSARE  potevi tentare di contattare " Videomusic" e dedicare ...
udite udite.. non una canzone , ma ADDIRITTURA un video al tuo sogno proibito!!!


Ovviamente l'oggetto dei tuoi sogni non avrebbe sicuramente ascoltato la radio in quel momento e la tua dedica si sarebbe persa tra le altre mille dediche. 

Ma son cose alle quali non pensavamo mai, 
difficilmente buon senso e adolescenza vanno di pari passo ...

Prendere la linea a MTV era un impresa titanica .
Io e la mia amica Valeria ci siamo riuscite solo una volta e cosa abbiamo fatto?
Abbiamo dedicato una canzone dei Bon Jovi a John Bon Jovi stesso.
Vi ricordate no che l'amavamo alla follia? 
Ecco.. noi ci sentimmo pure di dedicargli una canzone. Una sua canzone.
Noi tentavamo sempre di superare i limiti della normale stupidità umana.
Non paghe di questa nostra follia ci cullammo pure nell'illusione che lui avesse visto o sentito la nostra dedica.
( diciamo che questa cosa della dedica via tv al personaggio famoso pò essere simile ai tweet al divo che fanno adesso le ragazzine.. )

Provo una tenerezza struggente per "quello che eravamo...."

Cari miei...
La vita era difficile quando avevo 14 anni io! 
Mica come adesso che con i social o con Shazam "tac" , 
senti una canzone che ti piace , 
la fai riconoscere al  "Signore della musica che tutto riconosce " e poi in un attimo la pubblichi sulla sua bacheca con tanto di dedica smile e cuoricini.
Mica come me che mi son consumata l'indice a forza di comporre il numero di telefono di Video Music!!

Eran tempi difficili ragazze mie.

Che se vedevi uno che ti piaceva in discoteca di cui sapevi solo il nome  per sapere dove viveva e cosa era solito fare non è che lo potevi "googlare" o "cercare su FB!"... è no!
Dovevi riuscire a conoscere il suo cognome , cercarlo sull'elenco telefonico e poi chiamare tutti e 350 i "Rossi" che trovavi nell'elenco telefonico di Firenze fino a che non beccavi il numero giusto!
CREDETE SIA FINITA? 
E' NO...
 
Fatto questo dovevi risalire al suo indirizzo e finalmente potevi provare...
" ad incontrarlo per caso" nella sua zona.
Tutto questo processo poteva essere leggermente facilitato se avevate un amico in comune che magari ti dava la dritta giusta ,ad esempio " Gioca a calcio nel Firenze Ovest" , a quel punto era semplice , attraversavi tutta la città con il tuo "Motorino", un Si nel mio caso , raggiungevi i campi di calcio e speravi di incontrarlo. 

Poi mi chiedono perchè non studiavo in prima liceo...
E dove lo trovavo il tempo? 
Con tutto il lavoro che mi creavano i primi "ragazzi" il tempo per studiare ovviamente non c'era!
 
 Era faticosissimo ragazze mie. 

Anche perchè se magari avevi conosciuto uno in discoteca la domenica pomeriggio e...
FORTUNA DISUMANA eravate riusciti a scambiarvi il numero di telefono ( quello di casa ovviamente che i cellulari ancora non esistevano)  vi si parava davanti una drammatica situazione.
Ossia.
Lui ha il mio numero di telefono ma....
QUANDO MI CHIAMERA'? 

"Silvia non si va a prendere un gelato , esci? "
"No, potrebbe telefonarmi "Tizio " ,
aspetto davanti al telefono (pregando rivolta verso la mecca...) "
"Ma dai! Vi siete conosciuti ieri, figuarti se chiama oggi! "
Allora magari ti facevi coraggio e uscivi...
Ovviamente lui chiamava nei sette minuti in cui tu eri fuori. 

A pensarci adesso mi viene  da sorridere...
Sorrido pensando a come era tutto più semplice anche se a scriverlo sembra tutto più complicato. 


A come si parlava guardandoci negli occhi ai giardini ,
ai baci che duravano ore ,
agli smartphone che non esistevano. 
Al "mi piaci" che dicevi con coraggio a qualcuno 
e non "cliccando" un bottone con scritto " Like" .
Alle cene in cui tutti si guardavano in faccia 
e se eri in imbarazzo non potevi metterti a "spippolare il telefono" 
ma dovevi vincere la timidezza e trovare qualcosa da dire...
Alle foto che scattavi con la macchinetta automatica ,
di 36 ne venivano bene 5 e no, 
non le potevi ritoccare ,
le attaccavi in camera così com'erano...
fuori fuoco , 
decentrate ma vere!
Alla mamma che ti faceva uscire 
e tu promettevi di tornare alle 20:00 , 
ma lei non ti poteva chiamare al cellulare 100 volte per sapere dov'eri. 
Alle code davanti ai telefoni pubblici con il gettone in mano.
Alla parola che non conoscevi a dovevi cercare sul vocabolario 
o alle strade che cercavi su "tutto città" 
e se ti perdevi, 
dovevi chiedere infomazioni 
e non litigare con la voce falsa del navigatore...
 
Perchè scrivo queste cose?
Perchè anche io ho bisogno di RICORDARE  com'erano certe cose prima . 
Ho bisogno di ricordare com'era semplice vivere 
prima che la tecnologia ci semplicasse la vita...


Sempre vostra, 
con un tasso di malinconia mai provato prima...

S.




Note a margine: 
Non prendete questo post come il delirio di una donna della pietra che vorrebbe ancora i telefoni a gettoni  , non è questo il senso del post... 
Sapete tutti che sono "schiava della tecnologia, dell'Iphone" e di tutto quello che ci ha semplificato la vita, ma spesso sento una nostalgia MOLTO FORTE per quello che ero prima che tutto questo progresso arrivasse...


giovedì 20 febbraio 2014

L'odore dei ricordi....



Avevo una cartella enorme e tanta paura.
La cartella l’avevo scelta io , era rosa.
Tanto per cambiare.
Chissà , se cerco in garage ci sta pure che la ritrovi.  
Peccato non poter ritrovare l’innocenza di quei giorni. 
Mi piacerebbe un sacco anche ritrovare il mio panierino dell'asilo. 
Era blu a quadrettini bianchi. 
Ero femmina,  chissà perchè mi avevan comprato il panierino Blu
Dev'esser per questo che poi, cartella l'ho scelta rosa.  
Per vendetta. 

Avevo i capelli lunghi , lisci e castani come adesso.
La faccia tonda , le guance arrossate per la timidezza e un po’ di paura.
Indossavo una gonna di san gallo bianca e di jeans , che a quei tempi andavano di moda.
Ve le ricordate?
La parte alta era fatta da un vecchio paio di Jeans 
e la parte bassa era di solito bianca di San gallo .
Mi piaceva tanto quella gonna.
Sopra avevo una normale maglia bianca e ai piedi le superga blu.
Che un pò malate delle griffe io son sempre stata...
Parevo una bambina “ a modo” .
Del resto era il mio primo giorno alla scuola media.
Partivo avvantaggiata.
Delle mie tre storiche amiche di “palazzo” ben due erano nella mia stessa classe.
A 11 anni era una gran fortuna avere già due amiche in classe. 
Non devi subire l'incubo della scelta del posto , non ti fai per giorni l'orrenda domanda :
" Oddio chi mi si metterà nel banco accando a me?" 

Appena rientrata da scuola  mio babbo mi scattò una foto.
Ho la faccia serena. 
E un pò grassa. 
Ero sempre contenta  di tornare a casa.

A casa mia .
Il giorno in cui mi piaceva di più tornare era il sabato.
Il sabato uscivo da scuola alle 13:00 e tornavo a casa per pranzo.
Io ero di quelle bambine che faceva il tempo pieno e quindi, fino alle 16:30 dal lunedì al venerdì facevo l'orario "lungo" , e all’uscita c’era la mia nonna a prendermi .

Andavo a casa sua fino alle 18:00 , orario in cui mi veniva a riprendere mia mamma , 
dopo il lavoro. 
Entravo in casa alle 17:00 , mi buttavo sul divano "dopata" da Bim Bum Bam mentre mia nonna mi ingozzava con pane burro e zucchero.
La mia cellulite la ringrazia ogni giorno per queste sue attenzioni.  
Il sabato invece no.
Il sabato uscivo alle una a scuola!
Il sabato mangiavo a casa mia con il "mI babbo e la mi mamma" .
Tornavo in casa e trovavo un odore di pulito incredibile.
Un misto tra la cera “Elle” e il “pronto per il legno”. 
Quello per me è e sarà sempre l’odore del sabato a casa mia.
Uno degli odori della mia infanzia.
Non sono mai riuscita ad avere lo stesso odore di pulito a casa mia .
Eppure compro lo stesso "Pronto Legno" e stessa "cera Elle"
ma adesso mi pare profumino di meno. 
Del resto ricreare l’odore di un ricordo non è cosa facile. 


Dopo pranzo mia mamma aveva l'assurda pretesa che io spolverassi la mia camera.
Lo detestavo.
Spolverare soprattutto.
Era una cosa di una noia mortale per me.
Che lo swiffer non esisteva mica … 
ci voleva il cencino che invece di catturarla la polvere , l’alzava.
E lo è ancora di una noia mortale. 
Spolverare dico...
Per questo nella mia casa non ho soprammobili inutili poggiati nelle mensole.
Mi ricordo che quando avevo finito di pulire  , ero soddisfatta di vedere la mia camera tutta profumata e ordinata.
Un po’ come quando ficchi una maglia a casaccio in un cassetto ordinato.
Quello è l’inizio della fine. 
THE POINT OF NO RETURN. 
Perché poi di maglia ce ne ficchi un'altra, e un'altra e un altra ancora.
Fino a che nel cassetto trovi un groviglio di maglie indecente e , 
un po’ sopporti ma poi improvvisamente ,come in preda ad un raptus metti tutto a posto.
Alla fine sei pure soddisfatta di aver risistemato tutto.
Un po’ come se quel cassetto ordinato avesse fatto un po’ di chiarezza anche dentro di te.

Peccato che per  tornare nel caos basta un attimo.
Anzi , basta una maglietta.  
Se tutti i cassetti che ho sistemato mi avessero fatto chiarezza.... 
Ora sarei la persona più equilibrata del mondo..
E invece sguazzo allegramente nel caos ( E NELLE MAGLIETTE) da 38  anni. 

Di cosa volevo parlare in questo post? 
In realtà di tutt'altro. 

Ma è uscito così, è uscito all'improvviso dal cassetto.
Mi faceva troppa fatica ripiegarlo e metterlo a posto.
Quindi lo lascio qui per voi....
Quando ho tempo, 
magari lo metto lo ripiego e lo metto a posto..... 

 
 



Sempre vostra, 
con una cartella enorme ROSA. 

S


lunedì 3 febbraio 2014

"Ma icchè tu ti sei messa nì capo???"



Poi succede che ti capita ta le mani un HD.
HD dove son custoditi vecchi video della tua infanzia.

Correvano gli anni 1983-84-85….
Avete letto bene.
Son video di 30 anni fa.
Fa un po’ effetto mi rendo conto.
Ma son felice di averli. 
Avere un babbo “ tecnologico” , che ha filmato tutta la tua vita ha di certo dei vantaggi.
Di contro ha lo svantaggio che non puoi crearti nella testa un’immagine di te ,
carina e romantica….
Con i vecchi video , la verità ti viene sbattuta in faccia , senza via di scampo….

Strano come l’essere umano,
in serate non proprio allegre scavi nel cassetto dei ricordi e scovi video che dovrebbero rimanere sepolti nell’Hd, 
o guardi foto che dovrebbero restare a prendere la polvere negli scatoloni .
Io ieri sera ho scavato nel bidone dei ricordi… 
ero partita con l’idea di “ Farmi male “ ( che il masochismo è una delle mie doti più spiccate)
e invece….
Ho riso.
Tanto.  

A volte la “scintilla del buonumore” , 
si nasconde in posti insospettabili.


E dunque …..

Nel video , una nana di 8 anni si diletta a montare il MITICO  Galeone dei Playmobil 
( E qui vorrei una lacrima nostalgica da parte di tutti voi ) insieme a suo cugino.
Io son la nana di 8 anni.
Nel filmato è chiaramente udibile anche la mia lamentosa voce.
Ebbene si.
Ero una scassa palle anche a 8 anni.
Son doti del resto , doti che è bene mantenere e alimentare nel corso della vita.
Son fiera di esser riuscita a mantenere FORTE questa mia caratteristica.

Nel filmato , noi cugini siam tutti “Nell’aia” a giocare. 


PRONTI?

IO INDOSSO UNA TUTA  GIALLA ( per i fiorentini : Io indosso un TONI GIALLO)   
Felpa e pantaloni di una gradevole tonalità GIALLO OCRA.
Mi chiedo perché mia mamma ci tenesse tanto ad umiliarmi così .
I video scorrevano sul monitor e ad un certo punto una improbabile “Me”
pattina  con altre tre amiche.
Io sono l’unica che indossa una papalina in lana e Lurex  ROSSA (Avete idea di quanto pizzichi il lurex nella fronte???) .
In svariate riprese chiedo a miA mamma di potermi togliere l’orrendo , 
bollente E URTICANTE  copricapo ma nulla.
Neppure di fronte alle mie lacrime LA GENITRICE cedeva. 

Se mi servivano prove schiaccianti della cattiveria di mia mamma , adesso le ho.  
Non paga di questa sua cattiveria , 
nei video successivi , 
ambientati al Mare mia mamma riesce nell'impossibile compito.
Fa di peggio. 
Siamo nella solita Viareggio e io, 
sono sempre in acqua insieme ai mie cugini.
Sfoggio , ciambella azzurra con  papere gialle e….
Sono l’unica che indossa una CUFFIA GIALLA
Sembro il tuorlo di un uovo sodo.
Non so cosa c’era tra mia mamma e il giallo.
Ma so con assoluta certezza che  mia mamma , lavorando nel mondo dei cappelli non poteva vedermi senza qualcosa “In capo”

Ognuno soffre del suo mestiere. 
Meno male che non faceva  stivali di lavoro.. 
sarebbe stata capace di farmi indossare dei camperos anche il 15 d'agosto....

I video proseguivano con un’improbabile me , la mattina di Natale con indosso :
Una gonna scozzese a pieghe, 
una paio di simil clark color cammello ,
una maglioncino rosso e una camicia con le gale.
Non so cosa accade in quel video.
Il mio stomaco non ha retto a certe umiliazioni e ho dovuto schiacciare il tasto STOP. 

Poi ho telefonata a mia mamma , chiedendole PERCHE’.

Perché ha passato i primi dieci anni della mia vita , 
tentando di UMILIARMI in ogni modo possibile.

Rideva, quella sciagurata,
totalmente inconsapevole del danno fatto al mio IMMENSO EGO......


E voi ? 
Forza......
umiliatevi e raccontantemi certe vostre mise raccapriccianti se ne avete il coraggio!
Io son qui che aspetto di leggerle...
Vi prego... 
Aiutatemi a farmi sentire meno sola.



Sempre vostra, 
Con una tuta da ginnastica GIALLA e una Papalina in Lurex....


S.












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