Il problema è che lei è dentro di me .
Ci è nata con me e probabilmente ci morirà.
Era con me all’asilo , mentre disegnavo con i pennarelli su fogli
immensi .
C’era a casa di mia nonna, quando disegnavo
sull’agenda rossa.
E’ stata con me alle elementari, quando mi dicevano di usare
la mano destra anziché la sinistra…
E poi era con me al Liceo e all’Accademia .
Gli anni in cui finalmente si è potuta sfogare
come meglio voleva.
Poi l’ho chiusa in uno sgabuzzino e lei , abita li da 18 anni.
per un po’ se ne sta buona , sonnecchia e si riposa ma poi si sveglia e sbraita.
A volte la riesco a domare con poco ,
altre volte urla così
forte che è difficile farla tacere.
Mi tratta male, mi accusa , mi ferisce.
Certe volte si calma con due foto o un post ma
altre volte chiede di più.
Altre volte chiede dedizione assoluta , chiede tempo, chiede
energie e io non sempre le ho.
Io in realtà questo tempo che chiede non lo ho quasi mai.
E' il resto che mi frega.
L'altra parte di me che non ho scelto , che mi è accaduta e non ho saputo respingere.
Quell'altra parte che non con la bestia non c’entra nulla , ma che fa pagare il muto a fine mese.
Superbamente credo sempre di riuscire a domarla e tollerare
questo mio modo di vivere senza di lei …
Ma non si può.
Non si può perché lei reclama attenzioni ,
lei vuole uscire
,
vuole farsi vedere ,
vuole la sua occasione di riscatto .
Dovrei forse confessarle che non l’avrà mai la sua occasione.
L'ha già avuta e l'ha giocata male.
Dovrei dirle che non ci andremo mai a Londra sei mesi a fare
le artiste pazze.
Dovrei dirle che il libro che ho pensato mille volte non lo
pubblicheremo mai.
Dovrei dirle che il talento per fare l’artista non ce l’avevo
e smettere di illuderla.
E invece la illudo.
Ogni tanto la faccio uscire, come i carcerati.
Le concedo quell’ora d’aria ,
le do lo spazio che merita e
poi la rimetto a dormire.
Respiro con lei un paio d’ore e poi torno qui …
E soffoco. Sempre vostre,
io e la bestia ...
S.