martedì 4 novembre 2014

La bestia



Il problema è che lei è dentro di me .
Ci è nata con me e probabilmente ci morirà.
Era con me all’asilo , mentre disegnavo con i pennarelli su fogli immensi .
C’era a casa di mia nonna, quando disegnavo sull’agenda rossa.
E’ stata con me alle elementari, quando mi dicevano di usare la mano destra anziché la sinistra…
E poi era con me al Liceo e all’Accademia .
Gli anni in cui finalmente si è potuta sfogare come meglio voleva.
Poi l’ho chiusa in uno sgabuzzino e lei , abita li da 18 anni.
per un po’ se ne sta buona , sonnecchia e si riposa ma poi si sveglia e sbraita.

A volte la riesco a domare con poco , 
altre volte urla così forte che è difficile farla tacere. 
Mi tratta male, mi accusa , mi ferisce.
Certe volte si calma con due foto o un post ma altre volte chiede di più.
Altre volte chiede dedizione assoluta , chiede tempo, chiede energie e io non sempre le ho. 
Io in realtà questo tempo che chiede non lo ho quasi mai.
E' il resto che mi frega. 
L'altra parte di me che non ho scelto , che mi è accaduta e non ho saputo respingere. 
Quell'altra parte che non con la bestia non c’entra nulla , 
ma che fa pagare il muto a fine mese.
Superbamente credo sempre di riuscire a domarla e tollerare questo mio modo di vivere senza di lei …
Ma non si può.
Non si può perché lei reclama attenzioni , 
lei vuole uscire , 
vuole farsi vedere ,
vuole la sua occasione di riscatto .


Dovrei forse confessarle che non l’avrà mai la sua occasione.
L'ha già avuta e l'ha giocata male.
Dovrei dirle che non ci andremo mai a Londra sei mesi a fare le artiste pazze.
Dovrei dirle che il libro che ho pensato mille volte non lo pubblicheremo mai.
Dovrei dirle che il talento per fare l’artista non ce l’avevo e smettere di illuderla.
E invece la illudo. 
Ogni tanto la faccio uscire, come i carcerati.
Le concedo quell’ora d’aria , 
le do lo spazio che merita e poi la rimetto a dormire.
Respiro con lei un paio d’ore e poi torno qui …
E soffoco. 



Sempre vostre, 
io e la bestia ... 

S.


venerdì 17 ottobre 2014

Le donne del digiuno...



Dopo una lunga assenza torno oggi proprio di venerdì 17. ( speriamo non porti sfortuna!)

Oggi vorrei parlarvi brevemente di un argomento che mi sta molto a cuore. 
Lunedì sera ho avuto il piacere di partecipare all'inaugrazione della mostra:


http://www.francescofrancaviglia.com/
Proprietà immagine : http://www.francescofrancaviglia.com/

le donne che dissero no alla Mafia


Ma chi sono queste donne ?


Sono un gruppo di grandi donne che nell’estate del 1992 , 
dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio , 
dettero il via ad una personale forma di protesta contro la mafia.

Scelsero di esprimere la loro protesta con uno sciopero della fame di tre gironi nella piazza principale di Palermo . 
Sono le Donne che sfidarono apertamente la mafia con  una protesta silenziosa ma non per questo meno forte.


La mostra di Francesco Francaviglia  ritrae questa donne. 

Sono donne forti, le rughe profonde raccontano il dramma del passato, 
lo sfondo nero dal quale sembrano "uscire e parlarti"  le rende fiere.
Queste foto esprimono violenza e dolcezza allo stesso modo. 

Per consuetudine quando si pensa alla mafia si pensa alla violenza, alle stragi, alle mecerie e ai cadaveri.
Guardando queste foto io ho avvertito sì il dolore e la voglia di giustizia, 
ma non con violenza .
Perchè  la violenza fa parte della mafia. 
Loro si sono ribellate "mettendoci" il loro silenzio , la loro FAME di giustizia.
Il loro dolore è silenzioso .

Ma mi piace pensare che la loro protesta silenziosa 
sia più forte dei boati delle bombe di quegli anni . 
Il loro silenzio URLA forte  la loro voglia di verità e giustizia. 
 
Mi è piaciuto questo modo diverso di raccontare le stragi del passato .
Mi immagino come deve essere stato "coinvolgente" sentirsi raccontare quegli anni da chi li ha davvero vissuti  sulla pelle.
Come deve essere stato intimo il rapporto tra loro e il fotografo che le ha ritratte.
Lo deve essere stato per forza , altrimenti le immagini non avrebbero sprigiornato in noi  osservatori questa moltitudine di emozioni . 
Credo che Francesco sia riuscito davvero ad entrare nella loro testa e a dar voce ai loro pensieri per comunicarli a noi, osservatori finali.


Questi ritratti fuori dal tempo raccontano in modo malinconico dolore ma , 
oltre il dolore io ho avvertito una luce. 
Perchè gli occhi di queste donne brillano.
Brillano di una luce che solo le donne che hanno sofferto hanno , 
quella luce ci dice che loro non devono , non possono 
ma soprattutto non vogliono arrendersi . 

Gli occhi di quelle donne hanno voglia di VEDERE GIUSTIZIA. 
Quella giustizia negata loro per troppi anni, una giustizia che tutti noi aspettiamo .
Ringrazio di cuore Francesco per avermi "raccontato"questa storia.
Per un attimo , le sue foto e la forza di queste donne , 
mi hanno fatto credere che sia davvero possibile sconfiggere la mafia .
Urlando in silenzio, come loro.

Sempre vostra , 
con la voglia di guardare al futuro.
Un futuro senza la mafia.

Silvia


Informazioni sulla mostra e sull'artista:  
La mostra è alla galleria degli Uffizi fino al 9 novembre , vi consiglio di visitarla . 


Per vedre altri lavori di Francesco Francaviglia potete consultare il suo sito internet a questo link :http://www.francescofrancaviglia.com/





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