giovedì 4 ottobre 2012

Anti -age per capelli....



Sarò breve.

Ieri ore 17:30 mi trovavo dal parrucchiere per il mensile il ritocco al riflessante
 ( amato prodotto che ancora copre le mie tracce di maturità).

Alle 18.30 circa , 
Meggy, l’adorabile 26enne che da anni mi fa la messa in piega , 
mentre tentava di convincere i miei capelli ad avere un bell’aspetto sano e lucido ha pronunciato questa frase:

“Devo farti provare una nuova linea di prodotti per capelli perfetti per te!  


E mi ha messo in mano un libricino dove spiegavano le virtù di questi prodotti .

Nella copertina del libretto spiccava a caratteri cubitali viola 
( che se non erro è il colore dei morti) questa frase:

Nuova linea anti-age per capelli.
Sottotitolo:
Ti preoccupi della pelle, delle rughe ma devi sapere che anche i capelli invecchiano , con questi prodotti possono mantenere la stessa luminosità che avevano quando eri giovane ….

Non preoccupatevi… l’adorabile Meggy è ancora viva….
ha qualche lesione ma è viva....



Sempre vostra, 
e con il capello invecchiato.....

S.

lunedì 1 ottobre 2012

Prego, firmi qua


Di firme importanti nella mia vita ne ho messe diverse….

La prima firma importante è stata quella che ho fatto in una giustificazione scolastica.
Se hai 18 anni e fai il liceo, 
puoi finalmente fare forca ( non so se il termine forca si usa solo a Firenze , dite come preferite, forca,sega,bigiare, jump… insomma … sostituite forca con il termine che vi rappresenta di più)  e firmare la giustificazione da soli.
Me la ricordo… 
era maggio inoltrato, avevo appena compiuto i fatidici 18 e, dopo una forca al Giardino di Boboli la mattina , in classe, compilati e firmai la mia prima giustificazione da maggiorenne.
Una bella sensazione… 
mi sentivo incredibilmente figa e matura 
( poi il fare forca a scuola e l’essere matura , son cose che legano il giusto mi rendo conto ma a 18 anni non si va tanto per il sottile!).

La seconda firma importante è quella che ho messo nel libretto dell’università, quel libretto blu , rigido , con la foto in prima pagina ,
i miei dati anagrafici e la firma mi faceva sentire parte di un mondo adulto 
“ Gli universitari” , nel mio caso “Gli accademici” .
Mi sembrava di esser parte di una cerchia di eletti, una gruppo ristretto di illuminati artisti ( ho sempre avuto un ego incontenibile…) .
Adoravo arrivare agli Uffizi , presentare il mio libretto firmato e poter entrare gratis come se davvero fossi stata un’artista vera.

Poi ci sono altre firme a cui sono particolarmente legata…
Diciamo che la terza firma può essere questa: 
Il primo quadro fatto ad olio, 
al momento di finirlo il prof mi disse : “ Se è finito firmalo!” .
E io firmai… 
ma volevo una sigla, una firma che fosse un segno distintivo mio, nonuna cosa banale...
Corsivo? Stampatello?Iniziali ?
Optai per iniziale del nome cognome e data…
volevo essere originale e scelsi il massimo della banalità.
Ormai li firmo tutti così…
mi son pentita ma uno standard è uno standard no?

La quarta firma a cui sono legata è quella della mia prima vignetta.
Disegnavo vignette calcistiche per un orrendo giornalino che distribuivano gratis allo stadio e che aveva , il solo e unico compito di trasformarsi , 
o in coriandoli ,
o in guancialino su cui poggiare  le stanche membra .
Illustravo la rubrica del tifoso  ,
io che di calcio non ne ho mai capito una mazza …. 
La prima vignetta fu un parto.
Mi consegnarono l’articolo .
Parlava di quelli che allo stadio tengono l’ombrello aperto e parano la visuale a quelli dietro.
Oltre a questo dovevo fare anche il tifoso per eccellenza… 
personaggio che avrebbe fatto la sua porca figura in ogni articolo ,
vicino al titolo della rubrica.
Credo di aver impiegato almeno dieci ore per fare due vignette .
Alla fine mi dissi soddisfatta e firmai. Nome e data . Stop.
Le vignette quindi da sempre le firmo così. Nome e data.
Anche qui che devo dirvi, uno standard è uno standard.Il mio è uno standard banale ma ormai mi sono buttata sulla banalità. 

Son firme importanti anche quelle che ho fatto per i matrimoni a cui sono stata testimone ( due ) ma non ricordo di aver avuto brividi particolari al momento di metterle.
Cosa diversa per quella che , credo sia stata una delle firme più importanti della mia vita.
La quinta firma è quella che ho messo sui moduli per acquistare ,
la mia PRIMA CASA.
Tutto il mio coraggio l’ho messo in quella firma , 4 anni fa.
Ancora oggi, quando la osservo stento a credere che sia la mia firma. 
Storta, traballante , quasi illeggibile…
son quelle firme cariche di tensione , mentre firmi ti dici :
“ Maremma impestata ladra , quest’anno niente ferie, niente borse Vuitton, niente scarpe , niente jeans … risparmiare per pagare il mutuo e amen! “
Forse è per questo che la firma è venuta così male.
Così’ traballante.
E' intrisa di sofferenza e di dolore!

Queste le firme importanti della mia vita fino a poco tempo fa.

Nei primi giorni di luglio l’elenco si è allungato.
Ho messo una firma che è costata fatica, 
coraggio e qualche lacrima .
Una firma importante .


Ho firmato la vendita definitiva della mia prima casa che adesso,
non è più mia . 
L'ho venduta ad un ragazzo delizioso , 
a una cifra discreta a sopratutto in pochissimo tempo. 

Non  l'avevo detto prima per scaramanzia... 
Ma ormai ci siamo......

Entro il 20 ottobre devo liberarla e chiudermi la porta alle spalle...

In parte sono contenta ,
ma per ora, vedo solo il portone di casa ,
della mia CASA MOSSA che si è chiuso per sempre alle mie spalle. 

Con la casa ,
se ne va anche una parte della mia vita. 

La vita della single folle che faceva la quattro la mattina per locali.
La ragazza irrequieta che magari non riusciva a dormire e faceva le pulizie alle 4 di notte. 
La ragazza paurosa che dormiva con le finestre sprangate anche d'agosto per la paura dei ladri. 
La ragazza che non cucinava MAI
e che aveva il frigo rigorosamente VUOTO . 
La ragazza che si nutriva di panbauletto del mulino bianco e marmellata di arancia Chiaverini e, 
quando era particolarmente ispirata, di passato di verdura surgelato. 
La ragazza che si sentiva tanto figa a bersi un bicchiere di vino rosso , 
nel calice da degustazione leggendo un libro alle otto la sera , 
dopo lavoro....
La ragazza che controllava se c'era nascosto qualcuno dentro gli  armadi prima di andare a dormire.
In quella casa c'è un pezzo di me. 
una me che davvero non esiste più.
Una me che resta li dentro, 

La nuova me , 
quella più serena, 
quella che ha messo un pò la testa a posto( ma solo un pò è!)  ,
se ne va in una casa più bella,( quando la troveremo... )
più grande, (speriamo!)
nella nostra casa  con lui. 
Sopratutto con lui. 
Per fortuna.... con lui.
( che pazientemente sopporta , sopporta,sopporta ....)



Sempre vostra, e ufficialmente senza tetto...

S.




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