lunedì 12 dicembre 2011

Sacrifici e Sacrificati


Manco da almeno una settimana ma non perché non ci sia nulla da dire.
Da dire ci sarebbe tanto, ma ho “stoicamente” resistito dal fare polemica e mi son buttata anima e corpo in “progettini creativi” per sgombrare la mente.
E che ve lo dico a fare....non è servito.

Sono amareggiata .
Sempre di più.
Non voglio dire le solite cose sulla riforma Monti , sulle pensioni sul fatto che vorrei far pagare l’Ici agli immobili della chiesa… no , non le voglio ripetere queste cose perche’ le leggo ovunque e credo e spero che chiunque abbia un minimo di buon senso si renda conto della merda in cui stiamo allegramente affogando.


In questi giorni ho provato a fare ironia sulla manovra , mi son detta “ metto una madonnina in salotto e vado in culo all’Ici anch’io” ma poi rifletto un attimo e in conclusione mi girano troppo le scatole anche per fare dell’ironia.



L’altro giorno, non mi ricordo nemmeno il canale ho sentito una vecchietta dire al giornalista che la intervistava:
“ E’ si 30 euro in più al mese di pensione sarebbero davvero tanti per me…….”  
E lo diceva con la voce serena , nemmeno troppo arrabbiata ma rassegnata al fatto di dover fare sacrifici.
Poi sento la voce opposta del coro ,sento la Mussolini che ha l’ardire di dire che se i cittadini vogliono togliere il vitalizio ai parlamentare li vogliono vedere morti e a me scappa un pensiero che non mi fa onore ,  “ Magari potessi davvero vederti sottoterra”.


Poi mi capita di andare a buttare l’immondizia la mattina e di trovarmi davanti una vecchina che a mala pena sta in piedi, cammina con il bastone e in mano ha tre sacchi della spazzatura.
Le vado incontro per aiutarla a buttarli e lei si raccomanda di dividerli perché lei fa la differenziata e ci tiene a dividere la plastica,la carta e l’organico. 
Mi ringrazia cento volte dell’aiuto e mi domanda piano :“ Si farà bene a dividere tutto?Io ci tengo tanto che i miei nipoti possano crescere in un mondo pulito e quindi  lo faccio ma servirà?Via vada, signorina, non perda tempo con me lei che è giovane... ma grazie  è, grazie tante dell’aiuto!"



Io me ne vado con il groppo allo stomaco ,con un senso di ingiustizia , di impotenza e di rabbia che mi soffoca e quasi non mi fa respirare.  
Vedo davanti agli occhi i sacrifici della povera gente e le abbuffate degli altri.

E io ci sto male . 
Troppo.
Porca puttana .  



S. 




Oggi vi lascio  con questa, che ben si addice a quanto condiviso sopra....


Il pensionato 
Francesco Guccini


Lo sento da oltre il muro che ogni suono fa passare,
l' odore quasi povero di roba da mangiare,
lo vedo nella luce che anch' io mi ricordo bene
di lampadina fioca, quella da trenta candele,
fra mobili che non hanno mai visto altri splendori,
giornali vecchi ed angoli di polvere e di odori,
fra i suoni usati e strani dei suoi riti quotidiani:
mangiare, sgomberare, poi lavare piatti e mani.

Lo sento quando torno stanco e tardi alla mattina
aprire la persiana, tirare la tendina
e mentre sto fumando ancora un'altra sigaretta,
andar piano, in pantofole, verso il giorno che lo aspetta
e poi lo incontro ancora quando viene l' ora mia,
mi dà un piacere assurdo la sua antica cortesia:
"Buon giorno, professore. Come sta la sua signora?
E i gatti? E questo tempo che non si rimette ancora..."

Mi dice cento volte fra la rete dei giardini
di una sua gatta morta, di una lite coi vicini
e mi racconta piano, col suo tono un po' sommesso,
di quando lui e Bologna eran più giovani di adesso...

Io ascolto e i miei pensieri corron dietro alla sua vita,
a tutti i volti visti dalla lampadina antica,
a quell' odore solito di polvere e di muffa,
a tutte le minestre riscaldate sulla stufa,
a quel tic-tac di sveglia che enfatizza ogni secondo,
a come da quel posto si può mai vedere il mondo,
a un' esistenza andata in tanti giorni uguali e duri,
a come anche la storia sia passata fra quei muri...

Io ascolto e non capisco e tutto attorno mi stupisce
la vita, com'è fatta e come uno la gestisce
e i mille modi e i tempi, poi le possibilità,
le scelte, i cambiamenti, il fato, le necessità
e ancora mi domando se sia stato mai felice,
se un dubbio l' ebbe mai, se solo oggi si assopisce,
se un dubbio l' abbia avuto poche volte oppure spesso,
se è stato sufficiente sopravvivere a se stesso...

Ma poi mi accorgo che probabilmente è solo un tarlo
di uno che ha tanto tempo ed anche il lusso di sprecarlo:
non posso o non so dir per niente se peggiore sia,
a conti fatti, la sua solitudine o la mia...

Diremo forse un giorno: "Ma se stava così bene..."
Avrà il marmo con l' angelo che spezza le catene
coi soldi risparmiati un po' perchè non si sa mai,
un po' per abitudine: "eh, son sempre pronti i guai" .
Vedremo visi nuovi, voci dai sorrisi spenti:
"Piacere", "E' mio", "Son lieto", "Eravate suoi parenti?"
E a poco a poco andrà via dalla nostra mente piena:
soltanto un' impressione che ricorderemo appena...






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