lunedì 7 ottobre 2013

E VENNE L'IVANO.....



Ho aperto il trasportino dove aveva passato l’ultima mezzora , 
non smettendo nemmeno un attimo di miagolare e sbattendo furiosamente il capo 
nell'inutile tentativo di suicidarsi.

Sembrava preferisse morire piuttosto che venire via con noi.

Ho poggiato il trasportino in casa e l'ho aperto. 

La sua voglia di uscire si è dissolta all'istante. 

Solo dopo un 'ora ha messo il capo fuori e ha iniziato a guardarsi timidamete intorno. 

Tempo zero si è nascosto nel tiragraffi ed è rimasto li , mimetizzato per due ore.
In quel momento il mio pensiero è stato: 
"Questo gatto è parecchio bello ma parecchio inutile... 
se non esce di li potevamo comprare un pelouche!"

L'HO PAGATA CARA, 
SULLA PELLE,  
QUESTA MIA AFFERMAZIONE.

Ci tengo a precisare che nei giorni precedenti alla sua "venuta" avevamo fatto di tutto per creare un ambiente a prova di felino. 
 Il Santo , 
che come vi ho detto nel precedente post ,
nei giorni che precedevano l'avvento felino si comportava come se aspettasse un figlio 
(con tanto di contrazioni e doglie) il giorno del travaglio era eccitato come un bambino di 6 anni a Dysneland. 
  
Fra l'altro il Santo , (che legge il mio blog solo se lo obbligo) , si era pure comprato : 
"L'ENCICLOPEDIA DEL FELINO" , un mattone grosso come un foglio A3 di 300 pagine dove venivano descritte passo -passo le abitudini del felino 
e come gestire l'avvento di un micino in casa ....

Il Santo aveva creato un ambiente PERFETTO. 
Devo dargliene atto.
Addirittura aveva valutato l'acquisto di una doppia lettiera, avendo la casa su due piani gli pareva giusto che "il BELVA" avesse anche lui due bagni proprio come noi "UMANI".  
( e poi l'aveva letto nell'enciclopedia!!!)

Due settimane prima del'arrivo della creatura aveva seminato accuratamete l'erba gatta che adesso è cresciuta così tanto che la conca dove è piantata ricorda una giungla. 

Aveva comprato il cibo giusto per lui, 
i giocattoli, 
i premi per abituarlo a noi , 
le copertine ...
Insomma...  
TUTTO quello che poteva servire ad una famiglia di 20 felini lui se l'era procurato. 
No, noi di felini ne prendiamo solo uno me è sempre meglio essere previdenti. 

Ma torniamo a noi.... 
DICEVO: 
Il BELVA è uscito dal trasportino e ci ha guardato con IRA prima di nascondersi nel tiragraffi.
Mi pareva di sentire i suoi pensieri....


Ivano: “Che posto dozzinale ….
Ivano: “La cuccia poi mi fa schifo!Io dormirò sul guanciale di lei.. 
ho sentito che non vuole…”
Ivano: “Che sciocchi.. han comprato il tiragraffi… 
amo la stoltezza umana  , 
penserete mica lo usi… 
io userò quel bel divano in pelle per affilare i miei artigli! “
Ivano: “Ma tu guarda che bel tappeto… 
non vedo l’ora di vomitarci sopra!”
Ivano: “Ecco la mia ciotola con il cibo…. lo assaggio…wow BUONO!
Ecco, però adesso lo sputo… 
così per far loro un po’ dispetto,
io gradirei essere imboccato,
loro hanno l'aria di esser due che le fanno ste cose!
Ivano: “Ecco qua la lettiera per i bisogni... bastardi, me l’ha comprata chiusa!
OK non scoraggiamoci , 
ora ci piscio e poi con le zampe umide lascio delle impronte in questo bel parquet, 
ottimo Piano!”
Ivano: “Dov’è la gattaiola? ma guarda 'sti FETENTI… 
Non me l’hanno messa…
dunque non ho via di fuga? 
Sono totalmente prigioniero di questi due idioti? 
Ivano: Vero iddio che quando riesco ad uscire vi parcheggio un piccione morto 
sul piatto dove avete la vostra cena!!!“
Ivano: “La mia vendetta sarà inesorabile...…
ecco per esempio, 
la dittatrice con i capelli lunghi sembra molto legata a quella borsa , 
quella marrone con le lettere LV … 
un altro buon posto dove vomitare il pranzo..”
Ivano: "Che sono sti oggettini che mi agitano davanti al muso? "
"Ecco, ci mancavano pure i topini finti... 
son giovane mica son cretino! lo vedo che son finti! 
SCIOCCHI UMANI IDIOTI..."
Ivano: “Eccoci , quello alto mi sta afferrando…
E FAI PIANO che mi fai male !!!
Aspetta che sta blaterando?”

Il Santo: “Bello il mio IVANO !!! Già ti  adoro!”

Ivano: “Come mi hanno chiamato??? 
IVANO???”
Ivano: “Ma allora volete la guerra MALEDETTI BIPEDI!
Credete davvero di dormire questa notte? 
Poveracci…. 
Non vi farò passare un attimo!”
Vi pentierete di ciò che mi avete fatto....





Se non si fosse capito il felino è arrivato. 
Lui lo ama alla follia e il sentimento pare essere ricambiato. 
Ma immagino che sia normale..
Il Santo lo ha praticamente partorito...
Venerdì sera aveva le doglie come se stesse iniziando il travaglio, 
dolori che si sono intensificati durante la notte per giungere al loro apice al momento del parto , che è avvenuto apputo sabato mattina.
La prima notte di Ivano in casa nostra è stata al limite della follia. 
Il Santo alle ore 4:00 c/a , ha creduto fosse suo DOVERE DI PADRE DEVOTO abbandonare il letto e dormire insieme all'Ivano sul Divano 
( che si sa.. i piccoli la notte devono esser allattati.. ). 
Ivano ha molto gradito questo suo gesto di devozione.









A me dite? 


Come al solito alle madri toccano sempre i compiti ingrati. 
Questa mattina alla buon'ora mi è toccato recuperare l'Ivano e portarlo dal medico 
(ebbene si, lo abbiamo preso guasto.. 
ha un raffreddore che paio io in piena rinite allergica!) . 

Si è comportato da signore... 
Ha affrontato il viaggio di andata in macchina con classe , stile e elegante personalità. 

Il ritorno gli è piaciuto di meno.... infatti ora faccio un salto io dal medico.
Vado a farmi mettere una ventina di punti di sutura al polso. 
Polso su cui lui ha ritenuto giusto accanirsi per sfogare tutta la sua ira nei miei confronti.

Da oggi quindi è ufficiale...
IVANO MI ODIA. 
Al Santo fa le fusa come un motorino, 
a me dedica graffi a non finire PER VENDETTA. 

Ma quando capirà che sono io che acquisto il suo cibo , 
forse cambierà idea... 



Sempre vostra, in delirio felino....

S. 

giovedì 3 ottobre 2013

vent'anni fa o giù di li....

Novembre 1993 
Apro gli occhi. 
Ho sonno , ma devo alzarmi che alle dieci c'è Design , non posso saltare la lezione anche oggi . 
Accidenti a quel corso e a quando l'ho scelto. 
Mi fa venire il vomito solo pensarci. 
Anche se sta nausea mi sa che è per colpa della Caipiroska di ieri sera. 
Chissà perchè ho usato il singolare se di Caipiroske ne ho bevute tre. 
O meglio... fino a tre le ho contate poi boh. 
Ho mangiato pure una quantità di nachos con il fomaggio che nemmeno un messicano bulimico....
Intorno alle due di notte però abbiamo dovuto mollare e tornare a casa. 
Per forza.
Diamine è solo martedì , se continuiamo così come facciamo ad arrivare in forndo alla settimana? 
Domani sera c'ho pure da lavorare dalle sei alle nove in quel call center maledetto. 
Meglio che non ci penso . 
Le odio quelle deficienti che son tutte gasate se riescono a vendere un corso di inglese a qualche vecchiuccio. 
Certo prendessi qualche appuntamento in più anche .... 
magari invece di 100.000 £ al mese me ne darebbbero 200... 
Ma chissene.. appena finisco l'accademia qualcosa farò. 
Basta che non sia un lavoro d'ufficio e mi va bene tutto. 
Ora però basta  . 
Mi alzo davvero. 

Che mi metto? 
Sai cosa, vado sul sicuro e mi rimetto i pantaloni militari che ci sto comodissima.
E gli anfibi. 
Giubbottino di pelle e siamo a posto.
Prendo lo scarabeo e fuggo verso l'accademia.
Il capello al vento l'aria frizzante della mattina e i pensieri piano piano si schiariscono .
Arrivata in centro mi sento quasi sveglia. 
Mi serve solo un caffeino al bar di Piero e sono a posto. 
E poi una sigaretta. 
E magari due chiacchiere prima di entrare. 
Chissà se la T. è già arrivata. 
Aspetta vai, vado a dare un 'occhiata nell'aula di decorazione e guardo se è li.... 


S:"OH.. Ci sei già?"
T:"Si , volevo finire sta tela.."
S:"E' anche io la voglio finire questa  che son due settimane che ci lavoro"
T:" Che fai, resti a decorazione?"
S:"E' C'avrei design... che du palle"
T:"Ma che l'hai scelto a fare quel corso se ti fa schifo?"  
S:"Me ne mancava solo uno... mi son fatta fregare,
Vabbè sai cosa... non vado resto qui...Prima però si prende un caffè?"
T:"L'ho già preso mezzora fà.."
S:"Vabbè lo riprendi...poi devo arrivare dal Rigacci a comprare il giallo che l'ho finito" 
T:"Ok, poi però si dipinge fino alle una senza pause!"
S: "Vai... " 

E ci restavo davvero. 
Senza la minima fatica. 
Con quella puzza di acquaragia dentro le narici e le mani sempre un pò sporche di colore. 
Quelle mani che appena tornavo a casa la sera puzzavano di Cyclon , 
la pasta lavamani al limone , l'unica che portava via il colore a olio. 
Con l'acqua del lavandino che era gelata e le mani che erano sempre un pò
( parecchio) screpolate. 
Con le orecchie piene di chiacchiere o di musica . 
Con il giallo che finiva sempre troppo presto e il pennello che magari era spuntato perchè te,  Cogliona , te lo eri dimenticato a mollo nell'acquaragia, 
o perchè te,Pigra , l'avevi lavato da schifo e ora era duro come una pietra. 
Con i capelli lunghi che spesso si appoggiavano alla tela fresca e allora "giù madonne". 
Un pò per la tela ma  sopratutto per i capelli. 
E quando le una arrivavano ci si buttava in cortile... 
in terra con un panino al prosciutto e un bicchiere di vino.
Fumavo una sigaretta, 
parlavo di politica , di quel poco che conoscevo a quei tempi 
e sognavo di esser stata li negli anni 70 . 
Compravo il giornale la mattina per darmi un tono  e conoscevo pochi nomi dei politici del'epoca. 
Chiaro che ora li ho imparati tutti , che putroppo son sempre gli stessi di quei tempi là.
Avrei voluto essere una di quelle che "aveva fatto il 68".
E invece.. mi son trovata nell'età di mezzo. 
In quegli anni dove male male non sembrava di stare.
Dove si pensava che si, 
il lavoro in qualche modo l'avremmo trovato e infatti, più o meno l'abbiam trovato tutti. 
Certo, pochi di noi fanno quello che avevamo sognato di fare, 
ma forse ci proviamo ancora tutti  ad essere un pò diversi. 
Un pò artisti...
Chissà se mi riesce ancora esserlo o se invece, 
16 anni qui dentro hanno definitivamente ucciso quello che ero. 
Mi piace credere che non ce l'hanno fatta...
Ma chissà fino a che punto dico la verità. 





 Eskimo F. Guccini

Questa domenica in Settembre non sarebbe pesata così,
l' estate finiva più "nature" vent' anni fa o giù di lì...
Con l' incoscienza dentro al basso ventre 
e alcuni audaci, in tasca "l'Unità",
la paghi tutta, 
e a prezzi d' inflazione, 
quella che chiaman la maturità... 




Sempre vostra, LIEVEMENTE nostalgica..

S.

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